Recensione libri: La ragazza drago – L’ultima battaglia, Licia Troisi

TRAMA:

Nidhoggr, la malvagia viverna che un tempo cercò di distruggere l’equilibrio della natura, è tornato. Il sigillo che lo teneva imprigionato è stato infranto e il suo potere ha soggiogato la Terra intera, trasformando tutti gli uomini in mostri disposti a qualunque sacrificio per sconfiggere Sofia e gli altri Draconiani. La loro missione è trovare il frutto di Thuban, l’ultimo e il più importante dei cinque globi magici che faranno risplendere di nuova vita l’Albero del Mondo e riporteranno sulla Terra il regno di Draconia. Ma Ofnir, il nuovo alleato delle viverne, ha frantumato il frutto contro il sigillo per liberare il suo padrone, e i frammenti sono nascosti in tre luoghi misteriosi sparsi per l’Italia. Nell’ultima, fatale battaglia che Sofia dovrà combattere, ostacoli imprevisti si opporranno alla vittoria: i draghi che hanno sempre vissuto nel cuore dei suoi compagni rischieranno di svanire per sempre, e con loro il regno di Draconia…

RECENSIONE:

L’ultima battaglia è il quinto e ultimo volume della saga de “La ragazza drago“. Recensire solo l’ultimo volume potrebbe essere fuorviante, ma, in parole povere, basti sapere che i quattro volumi precedenti sono libri semplici, banali, senza nessun punto notevole da segnalare. Nessun vero pregio – secondo me – e nessun difetto abissale che ne rende rilevante in un senso o nell’altro la lettura.
Però, visto che ho l’insopportabile abitudine di tentare di portare a termine le saghe che comincio, mi sono allegramente incartata anche nella lettura di quest’ultimo volume, senza nessuna aspettativa e senza nessuna reale speranza, prima di affrontarlo, se non quella di non restare totalmente disgustata.
Sorprendentemente, però, si è rivelato un libro che considererei semplicemente brutto, se non fossi un’inguaribile generosa: pertanto lo considererò giusto brutto con riserva.

Il fatto è che questo libro, in fin dei conti, è stato una delusione. Non perché l’alto livello dei capitoli precedenti avesse fatto sperare in un finale epico, tutt’altro: perché, nonostante la mediocrità degli altri quattro volumi, questo episodio, all’inizio, sembrava essersi rivelato promettente. Il prologo e lo scoppiettante primo capitolo, insomma, avevano fatto ben sperare: sembrava prometterci azione, avventura, e seri sacrifici e dolori da parte dei ragazzi draconiani. Mi aspettavo un percorso complesso per trovare una soluzione alla difficile situazione con cui ci troviamo nelle prime pagine, e speravo in qualcosa che, dopo quattro libri anonimi, mi facesse dire “Ma dai, ne è valsa la pena”.
Purtroppo affidare troppe speranze ad un’autrice che già si sa accarezzare raramente la sufficienza è sempre una mossa azzardata. Infatti, già dal secondo capitolo, ci si ritrova ad avere a che fare con le stesse solite forzature, con la stessa trama impalpabile e, insomma, col contrario di tutto ciò che sembrava esserci stato promesso all’inizio del libro.
La scrittura della Troisi, nonostante anni di critiche da più fronti e di accurate analisi di ciò che dovrebbe cambiare, non sembra essere minimamente migliorata. Le descrizioni continuano ad essere semplicistiche e ripetitive fino alla nausea (qualcuno le regali un dizionario di sinonimi, ve ne prego. Per dirne una, quando i ragazzi si dividono per cercare tre pezzi dello stesso oggetto e tutte e tre le volte ci viene descritto allo stesso, identico modo, stavo rischiando un attacco d’isteria. E’ così difficile variare leggermente il registro a seconda dei diversi ragazzi, o utilizzare termini differenti che non renda la lettura un eterno déjà vu?). Il PoV continua imperterrito ad essere altanelante al punto da sfiorare la schizofrenia. Abbiamo a che fare con sei ragazzi, il cui punto di vista, spesso e volentieri, viene approfondito in sequenza senza quasi farci capire chi sta pensando cosa. Il momento in cui lei pensa quanto è figo lui e nel rigo succssivo lui pensa quanto tiene a lei, è un momento di toccante deficienza confusionaria. La trama, come già detto, resta totalmente inconsistente nonostante le promesse iniziali.

Invece di regalarci lo scontro finale epico che ci eravamo preparati a gustare, in questo libro la Troisi continua a tirarla per le lunghe con una sola motivazione: dare il tempo ai sei draconiani di andare totalmente fuori personaggtio e accoppiarsi (non in senso biblico) allegramente tra di loro. Ogni spossante capitolo sembra un’insipida scusa per fare unire più a fondo maschietti e femminuccie, gestiti con un’impacciataggine a dir poco imbarazzante. La ricerca dei frammenti non è solo un’insopportabile scusa per allungare il brodo all’inverosimile, servono all’autrice per riempire le pagine di smancerie totalmente fuori luogo in quella che ricorda vagamente un’apocalisse zombie che solo la rapidità può scongiurare.
Quando finalmente arriviamo all’agognata conclusione, nonostante le accurate preparazioni, tutto si svolge, in breve, ad una velocità immotivata e inspiegabile: i pochi sacrifici che i nostri eroi erano stati costretti ad affrontare si sono rivelati non essere dei veri sacrifici, e, nonostante il briciolo di fatica che ha comportato l’arrivare fin lì, tutto si è rivelato essere di una semplicità quasi offensiva.
L’epilogo, poi, cui avevo abbandonato le mie residue speranze, si è rivelato inconcludente e quasi odioso nel modo in cui si sbologna tutti i problemi in modo totalmente irrispettoso delle aspettative del lettore. In modo totalmente insensato la situazione, dopo quello che ho già definito essere simile ad una sorta di apocalisse zombie (ma senza zombie), ritorna ad un periodo precedente, e assolutamente nessuno conserva memoria di quanto successo, a parte i sei draconiani. Ma perché, se non è rimasto più nulla in Terra che conservi un tale potere? Perché sì. Probabilmente perché era troppo difficile per la nostra cara scrittrice trovare un finale che fosse contemporaneamente sensato e che le permettesse comunque di chiudere con il classico e vissero felici e contenti.
Infine, nonostante le numerose critiche ricevute sull’argomento, la nostraLicia sembra non avere ancora imparato che, ad un lettore anche solo minimamente informato, farebbe piacere non leggere ogni qual volta di armi costruite con materiali improbabili, dalle impugnature scolpite in taglienti pietre preziose dalle forme quasi letali.
Insomma, nonostante l’inizio promettente, mi ha infastidito e mi è piaciuto persino meno dei volumi precedenti.
La mia generosità va solamente perché, al solito, l’unico pregio che la Troisi si ritrova è quello di scrivere in una maniera scorrevole che, nonostante tutto, permette di godersi qualche ora di lettura intensa staccando la mente da tutto.

VOTO: 4.5/5

25 Risposte

  1. Della nostra Licia ho letto “solamente” la prima sua saga, Cronache del Mondo Emerso e devo dire che mi è bastata e avanzata, ho terminato i tre volumi a tempo di record giusto perché anche a me non piace lasciare le cose incompiute.
    Però forse è solo una questione di target.
    Non siamo noi i lettori che vuole toccare.
    Ho fatto leggere gli stessi libri a mio figlio, che ha quasi 12 anni, e li ha divorati restandone affascinato, al punto da aver voluto leggere anche la tutta saga successiva e già aspetta di iniziare la prossima, la prossima ancora e tutte quelle che sicuramente seguiranno.
    Come giustamente dici la scrittura è scorrevole, ed è perfetta per staccare la mente, anche perché se per sbaglio la riattacchi mentre stai leggendo, inizi subito a farti troppe domande e rischi di buttare tutto nel camino.

    1. Sono perfettamente d’accordo sul fatto che è probabilmente una questione di target, eppure questa giustificazione a me non basta. Sarà che io a 12 anni leggevo King e compagnia bella (non autori altisonanti, ma comunque autori che sanno quello che scrivono), pure per un’autrice che mira pricipalmente a quell’età mi aspetto un minimo di competenza linguistica e di logica in più. Onestamente un po’ mi infastidisce il fatto che i ragazzini che magari si stanno avvicinando ora alla lettura si ritrovano ad “accettare” sciocchezze senza alcuna motivazione sensata e una scrittura scialba e priva di variazioni solo perché “Ma tanto è fantasy ed è rivolto a ragazzini, quindi tutto è concesso”. E’ più forte di me, non riesco ad accettarlo, specie da parte di un’autrice che ormai la fa grandemente da padrona nell’ambito del fantasy italiano e che ha ricevuto spesso accurate analisi di cosa dovrebbe cambiare, anche di poco, per riuscire gradevole anche a chi tiene acceso il cervello durante la lettura.
      Ma forse sono io che pretendo un po’ troppo, chissà!

  2. Di Troisi lessi le prime 100 pagine della sua prima trilogia. Cento pagine mi bastarono per capire che la passione per il fantasy non basta per fare un buon libro. Però aiuta avere la conoscenza di qualcuno all’interno della Mondadori… ai tempi di Cronache del mondo emerso mi pare che qualcuno (se non proprio la Troisi) fece il nome di Sandrone Dazieri che si interessò alla faccenda. Così ecco in libreria la Troisi e i suoi favolosi mondi fantastici -.-

    1. Purtroppo il mondo dell’editoria italiana (non solo, ma ho la vaga sensazione che qua questo fenomeno si accentui) è questo: non importa il livello di quello che produci, ma delle conoscenze che possiedi.
      D’altronde, l’editore ormai ha ben pochi motivi di interessarsi seriamente dei contenuti dei libri che da in pasto agli avventori: il lettore medio italiano ha le fette di prosciutto sugli occhi, vive la lettura unicamente come evasione e pertanto spegne definitivamente il cervello quando si appresta a leggere qualcosa. Così, anzi, è molto meglio dare alle folle qualcosa che sia, appunto, scorrevole ma poco impegnativo, poco approfondito, poco logico e poco intelligente, che aiuta questo processo di spegnimento, piuttosto che qualcosa di più serio che rischia di fare svegliare il lettore…
      C’è ben poco da fare ormai, la corente è questa e per quanto ci si possa sforzare di fare emergere quello che di buono esiste nell’ambito librario moderno, è una battaglia persa in partenza, a meno che non si abbia la volontà di “educare” lettore per lettore alla lettura consapevole e alla scelta oculata…

      1. Condivido in pieno, ma non dimenticare inoltre che vanno dietro al profitto facile e a certi effetti causati dal diffondersi dei social network. Se prima il passaparola aveva il suo considerevole peso, adesso con facebook e compagnia bella l’effetto del passaparola si è amplificato; non mi spiego altrimenti il successo di libri che ho letto e che definire orrendi è una mera gentilezza.

      2. Sono perfettamente d’accordo… anche se siamo sempre lì: tutto dipende da chi fa uso di questi strumenti. Personalmente grazie ad anobii, goodreads, forum vari e facebook, ossia con lo scambio di opinioni tramite internet, ho avuto l’opportunità di scoprire piccoli gioiellini che altrimenti, forse, sarebbero rimasti nel limbo dei libri non letti, per me. Mentre invece per altri è stata la scintilla che ha fatto conoscere twilight, cinquanta sfumature di grigio e compagnia bella. E’ inutile prendersela con lo strumento se è l’utilizzatore che ne trae i risultati, diciamo così, sbagliati.
        (Ovviamente non sto dicendo che tu te la prendi col mezzo, è solo per dire che la pubblicità e il passaparola hanno il loro peso solo per coloro che gli permettono di averlo).

      3. Il mio discorso era mirato più al fatto che gli editori sfruttano di fatti il passaparola, per dire… in fondo se per esempio ho conosciuto G. RR Martin è stato merito di anobii, sempre passaparola è, seppur positivo per me che ho apprezzato l’autore. Le 50 sfumature mi sono finite in casa attraverso radio, tv e internet: un passaparola battente e molesto. Pessimo il libro, ma altri lo hanno persino lodato. In definitiva: forse dovremmo andare alla ricerca da soli dei libri da leggere senza farci influenzare da nessuno. Infine: hai libri da consigliarmi😉

    2. Sono perfettamente d’accordo😀 alla fine il modo che continuo a preferire per scoprire nuovi libri è girare per librerie e accarezzarli ad uno ad uno. Anche se il sano, vecchio consiglio di un amico fidato e di cui conosciamo i gusti resta un mezzo valido😉
      In quanto a consigli… bè, dai, così è difficile! Dopo il discorso che stiamo affrontando non puoi farmi questa domanda!😄
      Ma se proprio vuoi, mi dispiace, ma sono costretta a rimandarti in giro per il blog… se c’è qualcosa che ho recensito positivamente e che non hai ancora letto, ovviamente te lo consiglio, perché i libri di cui ho parlato sono, secondo me, degni di uno sguardo😉

      1. ahahah😀 più che una domanda era una battuta… andrò comunque in giro per il tuo blog. Alla prossima😉

  3. Posso dire la mia?
    credo che la Signora Troisi appunto abbia un target basso: teenagers, ragazzi che vogliono affrontare letture pigre o magari anche bambini.
    Riguardo la trama tutto ciò che hai detto rimanda al fattore “21 dicembre” “apocalisse” e “attacco zombie di massa”.
    Non posso aggiungere dato che non abbia potuto leggere tale libro

    1. Devo esprimermi nuovamente? Come ho già detto, avere per target dei ragazzi non vuol dire tentare di farli rincitrullire. Va bene una trama semplice, è perfetto lo stile scorrevole che lo caratterizza, ma un minimo di coerenza, di esattezza logica e di linearità sono il minimo che qualsiasi lettore dovrebbe pretendere.
      Tanto più che basta poco, giusto che il lettore abbia affrontato due letture in più nella sua vita e abbia giusto un pelo di sguardo critico, perché si renda conto che quello che sta leggendo è una presa per il culo.

  4. secondo me il libro è molto avvincente cmq non capisco cosa avete contro la Troisi!!!?? è vero le cronache del mondo emerso sono un pochino meglio di questa saga,ma non sono fantastiche!!! se volete leggere dei libri veramente fantastici vi consiglio di andare a comprare Eragon di Christopher Paolini!!! Per quel libro si che vale la pena spendere!!🙂

    1. Scusami, ma… eh? Partiamo dal fatto che non ho paragonato questo libro alle cronache del mondo emerso, e meno che mai ho detto che quella trilogia è fantastica. Anzi, se proprio vuoi saperlo, neanche quei libri mi sono piaciuti.
      Poi, contro la Troisi come persona non ho assolutamente nulla, Dio me ne scampi. Al massimo posso avere qualcosa contro i suoi libri, e cosa c’è che non mi piace mi pare di averlo spiegato sufficientemente nell’articolo soprastante. Puoi non essere d’accordo, ognuno ha il diritto di avere gusti diversi, ma quella è la mia opinione.🙂

      1. si si hai ragione ognuno ha la propria opignone!🙂 su questo nn discuto🙂 cmq secondo me sono bellissimi!!❤ cmq se ti piacciono i fantasy ti consiglio di leggere la saga di Christopher Paolini🙂 composta da 4 libri: Eragon,Eldest,Brisingr e Inheritance!!❤🙂 io la adoro come saga!!!🙂😉

  5. cmq crysalis88 ti volevo fare una domanda… il 12 inizia la scuola… io dovrei scrivere un commento con una trama di un libro… che libro mi consigli??🙂 tu che hai letto sicuramente molti più libri di me…🙂 mi portesti scrivere una trama e un tuo commento personale???🙂 se hai tempo sintende se no pazienza!!!🙂 grz 1000!!!🙂 cmq blog veramente bellissimo!!🙂

    1. Mi dispiace, ma non posso proprio accontentare la tua richiesta: primo perché abbiamo gusti ed interessi totalmente differenti. Sarebbe davvero assurdo che io ti suggerissi la trama ed un’opinione di un libro che né hai letto né ti piacerebbe. Secondo perché ognuno dovrebbe farsi i compiti per i fatti propri. Specie poi se sono compiti così semplici e tu dici di essere una lettrice. Ti consiglio di scegliere un libro che hai letto e ti piace, anche se non ti sembra adatto all’ambiente scolastico.

      1. grz del consiglio🙂 cmq si mi ritengo una lettrice perchè mi piace leggere ma seconda la mia insegnante i miei commenti sono troppo banali😦 cmq se nn è adatto all’ambiente scolastico nn credo che io possa scriverlo😦 la nostra insegnante è molto precisa😦 cmq grz 1000 per l’aiuto!!!🙂 sei molto simpatica🙂

  6. Cara Crysalis88,
    è da un pò che seguo il tuo blog, anche se, a dir la verità, normalmente tendo a non partecipare attivamente alle discussioni (più che altro per motivi di tempo – sono un utente altamente saltuario). Leggendo però le tue recensioni (compresa l’ultima su Dan Simmons), ho notato una certa affinità nei gusti, oltre che una competenza nellamateria. Pur essendo appasisonato di lettura in generale, il fantasy e la fantascienza restano una delle mie più antiche passioni (ebbene sì, sono un pò più vecchio di te). Ho apprezzato quindi la conoscenza da parte tua di cose come il buon vecchio Asimov, dei racconti di Canterbury, ecc. Per tornare però all’argomento di questo post, a parte la totale pochezza della Troisi sia in termini di trama che di tecnica narrativa (ricordo di aver letto che lei ringraziava molto il servizio di editing che aveva grandemente contribuito a migliorare i suoi romanzi – non oso pensare a come fossero prima dell’editing!!), il problema principale di molti libri fantasy “moderni” è quello di trovare quale unica ragione d’essere l’ambientazione fantastica, dimenticandosi della sostanza del libro stesso. Ciò che a mio avviso molti autori (che poco hanno letto prima di scrivere, evidentemente) non hanno ben chiaro è che il libro fantasy dev’essere UN LIBRO VERO E PROPRIO con ambientazione e tematiche fantasy. Potrei citarti molti esempi di autori, libri o saghe ormai dimenticati ma nei quali ancora era presente uno sforzo da parte degli autori nella caratterizzazione dei personaggi e delle situazioni, ma la cosa diventerebbe molto lunga… Chi è interessato può visitare i vecchi scaffali di fantascienza (una volta i fantasy stavano lì). C’è effettivamente poi il problema degli editori che, spesso, della reale qualità del libro se ne fregano.
    Visti un pò i tuoi gusti ed indirizzi, mi permetto infine di segnalarti e consigliarti la lettura di un libro (fantasy) che rispecchia quanto dicevo sopra. Si tratta di un libro che ho avuto la fortuna di recensire nel lontano 1995 (o 1996?), ma che l’autrice aveva deciso di non pubblicare. Il libro è stato però recentissimamente pubblicato su http://www.smashwords.com come e-book. Il libro si intitola “LUNA” e l’autrice si chiama Francesca Verginella. Ciao!

    1. Grazie mille per il consiglio, non posso non prenderlo in considerazione quando viene da una persona così appassionata al genere.
      Me lo annoto, e al prossimo acquisto vedrò di dargli una possibilità!
      A presto!

  7. I gusti sono gusti c’è poco da dire…
    Se Licia Troisi avesse scritta in maniera ancora più formale, piena di parolone (già ne usa) non sarei riuscita a leggere i suoi fantastici libri…
    Non credo che bisogna esagerare troppo con il linguaggio altrimenti si perde la comprensione della maggior parte dei lettori.
    E senza accusare nessuno credo che chi voglia leggere cose più sofisticate debba lanciarsi in altri autori stranieri più anziani o su meglio ancora generi diversi da quello fantasy, comeper esempio il genere storico.
    perchè il genere fantasy e anche quello sentimentale per esempio, i romanzi o cose simili ecc, a mio parere necessitano di un buon lessico, ma tuttavia devono essere scritti in maniera comprensibile alla maggior parte dei lettori, e non solo alle professoresse in pensione.

    1. Hia perfettamente ragione: i gusti sono gusti. Ma non mi pare proprio, in questa recensione, di aver detto che la cara Troisi avrebbe dovuto utilizzare un linguaggio altisonante, forbito e classicheggiante. Quello che semplicemente dico è che ci vorrebbe minore ripetitività, un lessico non più elegante e ricercato, ma semplicemente più vario, che non utilizzi sempre e solo le stesse parole per descrivere le cose, che non dia l’impressione di stare leggendo per cinque volte il copia-incolla della stessa pagina. Questo non renderebbe più complessa la lettura, solo più piacevole, a mio avviso.
      Pensare che il fantasy è un genere che ha bisogno di un linguaggio semplice, sciatto, ripetitivo, ridondante, senza un briciolo di cultura e di raffinatezza, è, per me, degradare mostruosamente un genere dalle potenzialità illimitate. E credere che solo una “professoressa in pensione” possa comprendere un linguaggio un briciolo più studiato – che poi, ripeto, non desidero certo frasi altisonanti e locuzioni latine: solo un briciolo di impegno in più nello scegliere le parole, in modo tale che non siano sempre le stesse… non credo che questo renda il libro incomprensibile ai pià, anzi – è degradare sé stessi al livello di ignoranti.
      Se poi davvero qualcuno pensa che scegliere qualche sinonimo di tanto in tanto renda totalmente incomprensibile una lettura, bene… ma non mi si parli di gusti, perché credo che non sia questo il caso😉

  8. Personalmente l’ho trovato fastidiosamente pieno di cliché. In particolare: Niddhogr è potentissimo, invicibile, tanto che riesce in un attimo ad assoggettare tutta la Terra. I nostri 6 eroi non possono neanche avvicinarsi a lui perché verrebbero immediatamente annientati. Ora, Niddhogr si è svegliato grazie al potere di un frutto magico, l’unica cosa che potrebbe eventualmente sconfiggerlo. Che fa lui? Lo distrugge? Se lo porta con sé? Nooo!!! Lo spezza in tre parti (3, non 2 o 4, o sarebbe stato meglio 10.000) e li mette in 3 posti lontani. Non aggiungo altro…

  9. Buonasera
    Forse per voi sarò solo una ragazzina di 14 anni , ma vorrei esprimere il mio parere.Secondo me questa recensione è troppo offensiva.
    È vero che non ho ancora letto l’ultimo libro della saga, ma credo che sia interessante (è pur sempre questione di gusti) .
    Sono anche d’accordo che in una recensione si possano mettere le proprie critiche , però non così …..aggressive …..va oltre … insomma è esagerata.
    Non voglio offendere nessuno.
    Scusate per il disturbo Arrivederci

  10. Buonasera
    Forse per voi sarò solo una ragazzina di 14 anni , ma vorrei esprimere il mio parere.Secondo me questa recensione è troppo offensiva.
    È vero che non ho ancora letto l’ultimo libro della saga, ma credo che sia interessante (è pur sempre questione di gusti) .
    Sono anche d’accordo che in una recensione si possano mettere le proprie critiche , però non così …..aggressive …..va oltre … insomma è esagerata.
    Non voglio offendere nessuno.
    Scusate per il disturbo Arrivederci.

  11. Io nn sono per niente d’accordo con quello che l’autore/autrice di questa recensione dice. Trovo semplicemente fantastica la saga de La Ragazza Drago e sinceramente nn condivido ne tanto meno capisco chi la ritiene una saga orribile infantile banale e scontata. Ma d’altronde ognuno ha i propri gusti e io nn sono nessuno per criticare delle persone che semplicemente nn hanno i miei stessi gusti. Ma devo cmq dire che adoro Licia e il suo stile
    Ti adoro Licia😄

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: