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Recensione libri: L’ultimo testamento della Sacra Bibbia, James Frey

PRESENTAZIONE DEL LIBRO:

James Frey non è come gli altri scrittori. È stato accusato di essere un bugiardo. Un impostore. Un traditore. E stato definito un salvatore. Un rivoluzionario. Un genio. I lettori gli hanno fatto causa. Gli editori americani lo hanno dato in pasto ai media senza difenderlo. Per un po’ si è sentito costretto a lasciare l’America. Ciò che fa paura a molti è che Frey gioca con la verità, sempre sulla linea sottile tra fatti e finzione. Ora ha scritto il suo romanzo più rivoluzionario, più controverso. Che cosa fareste se scopriste che il Messia è vivo? Oggi. A New York. Che fa l’amore con uomini e donne. Che pratica l’eutanasia ai morenti e guarisce i malati. Che sfida i governi e condanna l’ordine religioso. Che cosa fareste se vi capitasse di incontrarlo? Se cambiasse la vostra vita. Gli credereste? “L’ultimo testamento della sacra Bibbia”. Vi sconvolgerà. Vi ferirà. Vi farà paura. Vi farà arrabbiare. Vi farà pensare in modo diverso. Vivere in modo diverso. Vi aprirà gli occhi sul mondo in cui viviamo. Abbiamo aspettato duemila anni l’arrivo del Messia. Lui era qui. Questo libro racconta la sua storia.

IL LIBRO:

Come ci tiene a ricordarci la seconda di copertina, James Frey è uno degli autori più controversi del panorama americano attuale. I suoi libri hanno sconvolto, hanno coinvolto, hanno fatto amare e hanno fatto odiare, tra gli altri il loro stesso autore, accusato di aver modificato la verità, di aver rccontato una bugia spacciandola per verità.
Con questo libro, quindi, si ha nettamente l’impressione che Frey ci abbia riprovato, giocando con i suoi lettori, scrivendo una storia che è una bugia dalla prima all’ultima parola ma che sembra così intrisa di verità da arrivare a farti credere.
Io, se dovessi credere in qualcosa, crederei in Ben Zion.

Il libro è, semplicemente e al di fuori di ogni dubbio, un bel libro. Un bellissimo libro.
La storia di Ben Zion, alias il messia del ventunesimo secolo, è ricostruita con un insieme di voci corali che, passo per passo, raccontano la vita di questo giovane uomo, la sua disavventura, il suo amore, la sua vita. Abbiamo tredici personaggi che ci raccontano il loro rapporto con il nuovo messia, come li ha convinti di essere il figlio di Dio, come gli ha cambiato la vita nel profondo.
Ogni personaggio ha una sua voce, un suo modo di parlare, una vita e una personalità distinta. Non è difficile, immergendosi nella lettura, dimenticarsi completamente che è un romanzo, che ogni voce è la voce di James Frey, e si arriva veramente quasi a credere di stare ascoltando il racconto di queste persone che hanno avuto la fortuna di incontrare una persona così meravigliosa.

Questo libro è scritto così bene, e i suoi contenuti sono così profondi, ma allo stesso tempo così realistici, il suo messaggio è così puro, che fa dimenticare, veramente, di essere solamente un libro, ma ti fa quasi veramente credere. Ed è questo indubbiamente lo scopo di Frey, che gioca con i suoi lettori. Perché è evidente che per lui questo gioco viene prima del messaggio sociale che vuole inviare, sicuramente viene prima del messggio d’amore, probabilmente precede di poco il messaggio di uguaglianza: Frey, innanzitutto, crea un nuovo messia perfettamente credibile, un messia nuovo che riprende il messaggio d’amore del suo predecessore, ma che sfida impunemente le associazioni religiose, che smonta la bibbia, il corano, ogni testo religioso. Con questo personaggio, reso credibile dalle parole di Frey, l’autore sfida la società a tacciarlo ancora di menzogna.

Insomma, c’è ben poco da dire su un libro quando non vi si riesce a trovare neanche un difetto, neanche impegnandosi, quando è semplicemente meraviglioso sotto ogni punto di vista.
E’ un libro con consiglio ad atei, religiosi, agnostici, ai membri di qualsiasi confessione, perché è un libro che, s eletto con la dovuta apertura mentale, fa veramente riflettere e imparare qualcosa.

     Dio è infinito. E come l’infinito, è troppo vasto e troppo complesso perché noi lo possiamo comprendere.
     Allora perché la gente lo adora?
    La gente è stata indotta a credere in qualcosa che è sbagliato ma che non può capire. Gli esseri umani si aggrappano a quello che non riescono a capire, anche se è sbagliato.
     Se è davvero così, allora come fa Dio a parlare con te?
    I rumori che hai sentito ero io che stavo avendo una crisi, e le braccia e le gambe e la testa che sbattevano contro le pareti di questo cassonetto. Un secondo prima che mi vengano gli attacchi, vedo delle cose, e sento delle cose, so delle cose, e mi vengono dette delle cose.
     E come fai a sapere che è Dio?
     Per quello che mi viene detto, per quello che mi viene dato.
     Che sarebbe?
     Parlo in lingue che non ho mai studiato, alcune delle quali non le parla più nessuno. Conosco il contenuto dei libri sacri del mondo, parola per parola, anche se non li ho mai letti. Mi è perfettamente chiara la relatività generale, la meccanica quantistica, la teoria delle stringhe, l’astrofisica, la gravità quantistica, la cosmologia fisica e la termodinamica dei buchi neri, anche se ho smesso di andare a scuola a quattordici anni.
     E che cosa ha a che fare tutto questo con Dio?
     Le prime cose mi permettono di capire Dio così com’è stato scritto e raffigurato e venerato. Così come la gente crede in lui. Le altre mi permettono di capire quanto siamo vicini a comprendere il vero Dio, il Dio che non ha bisogno di essere adorato, che non esiste come esistiamo noi, che non ci giudica, che non ci offre niente di più di ciò che abbiamo.