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Recensione Libri: Il Vangelo secondo Biff, Christopher Moore

Ho terminato la lettura di questo libro già da un po’, solo che ho rimandato la sua recensione perché… non sapevo esattamente cosa scrivere.

Il vangelo secondo Biff è un libro pieno.
E’ pieno di eventi, è pieno di informazioni, è pieno, soprattutto, di risate. Scrivere qualcosa su un libro che ogni paio di battute di strappa un sorriso e almeno una volta a pagina una risatina strozzata, è un’impresa ardua. Ma ci proverò.

Partiamo da un unico, semplice dato di fatto: Christopher Moore scrive bene. Molto bene.
La lettura di questo piccolo mattoncino (il libro conta quasi 600 pagine nella sua versione cartacea) scorre rapidamente, per merito nella narrazione frizzante e mai noiosa di Biff.
Dal punto di vista del migliore amico d’infanzia di Gesù (definito “Testa di cazzo” persino da un angelo), resuscitato apposta dopo duemila anni per raccontare la vera storia di Gesù, ci viene narrata quella parte della storia del Messia che viene sempre saltata a pié pari: l’infanzia, l’adolescenza, la prima maturità, insomma, tutto quello che sta tra la mangiatoia di Betlemme e l’inizio delle predicazioni.
Veniamo così a conoscenza di un Gesù più umano, un Gesù che non esita a colpire il suo migliore amico per l’ennesima vaccata detta, un Gesù che prepara a puntino i discorsi da fare alle folle, un Gesù esitante che non sa cosa deve fare per diventare il Messia e che intraprende un lungo e duro viaggio per scoprire cosa vuole veramente dire alla gente, quale sarà il suo messaggio.
La scrittura e la struttura del libro è spesso scoppiettante, le situazioni in cui i due amici si verranno a trovare saranno raccontate con l’indimenticabile tratto umoristico e con l’ilarità che caratterizza il personaggio di Biff, sdrammatizzando persino quei momenti più lenti e pesanti in cui la lettura si sarebbe potuta alquanto rallentare.

E questo, praticamente, potrebbe essere tutto.
Biff è un personaggio che si fa amare, Gesù è un… bhé, sì, sempre un personaggio, che si fa rispettare. La ritrovata umanità del personaggio religioso più famoso di sempre è interessante e, in un certo senso, appagante.
Ma comunque, per alcuni versi, questo libro è stato un po’ una delusione. Specialmente nella parte finale, quando vengono ripercorsi i passi narrati nei quattro vangeli “ufficiali”, benché ci siano sempre i soliti scoppi umoristici – dettati più che altro dal fatto che nessuno capisce cosa diavolo va predicando Gesù -, la narrazione suona ridondante, ripetitiva e, a volte, noiosa. Inoltre mi aspettavo un finale più controverso, un po’ polemico, qualche cosa di più succulento, ma… non è così.

Alla fine, pur essendo una versione ironica della vita del Messia, questo libro ci tiene a rispettare accuratamente i sentimenti dei religiosi, senza cercare di intaccare neanche un poco la visione classica del Messia che si è sacrificato per l’umanità.

Alla fine, un libro consigliato per farsi quattro risate, a cristiani e non cristiani, perché può essere gustato da tutte le fazioni.

VOTO: 7.5-8/10