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Fotostoria (demente): le fatiche di Snivy

Niente, questa cavolata è nata domenica sera. Al mio ritorno dall’Etnacomics avevo lasciato l’ultimo arrivo in casa Crysalis sul cuscino, per poi ritrovarmelo lì quando è arrivata l’ora di andare a letto. Era così carino che decido di scattargli una foto… mi guardo intorno, vedo gli altri pupazzi, e viene l’idea per un’altra foto, e poi un’altra ancora…
Mi pareva giusto condividere la mia demenza con il blog.
Sì, se ve lo steste chiedendo, ho urgente bisogno di un ricovero.

Gattopalla si è appropriato del cuscino! Dice che, da ora in poi, solo lui potrà dormirci!

Gattopalla si è appropriato del cuscino! Dice che, da ora in poi, solo lui potrà dormirci!

Per fortuna il saggio Snivy, il più maturo di casa Crysalis, sta cercando di farlo ragionare...

Per fortuna il saggio Snivy, il più maturo di casa Crysalis, sta cercando di farlo ragionare…

Gattopalla ha deciso di accontentare Snivy e sono diventati grandi amici, solo che ho come l'impressione che si approfitti dell'estrema pazienza di quest'ultimo.

Gattopalla ha deciso di accontentare Snivy e sono diventati grandi amici, solo che ho come l’impressione che si approfitti dell’estrema pazienza di quest’ultimo.

Dopo averli visti giocare insieme, anche tutti gli altri vogliono giocare con Snivy, che di solito da così poca confidenza! Povero Snivy!

Dopo averli visti giocare insieme, anche tutti gli altri vogliono giocare con Snivy, che di solito da così poca confidenza! Povero Snivy!

Dopo averli fatti tancare ben bene, finalmente Snivy riesce a convincere tutti i piccoli a mettersi a letto. Che faticata!

Dopo averli fatti tancare ben bene, finalmente Snivy riesce a convincere tutti i piccoli a mettersi a letto. Che faticata!

Ma giustamente, ora, Snivy vuole la sua ricompensa, ossia dormire nel letto. Mi pare giusto, finché lascia un po' di spazio anche a me!

Ma giustamente, ora, Snivy vuole la sua ricompensa, ossia dormire nel letto. Mi pare giusto, finché lascia un po’ di spazio anche a me!

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Lo Scarabocchiando del giovedì #27: Vacanze ad Erice – parte seconda – nottata in bianco

EDIT: ci ho messo sei giorni, ma alla fine me ne sono accorta: la prima vignetta che avevo pubblicato era sbagliata. Mancavano i dialoghi nella prima immagine. Oh, ma fatemele notare queste cose, senza non aveva quasi senso! Io sono scema ma voi mi andate anche dietro, eh! Comunque, ecco la versione riveduta e corretta. Spero che non succederà più.
Saluts.

Ciao a tutti! Ce lo’ho fatta anche stavolta! Ormai ogni volta che riesco a pubblicare lo scarabocchiando mi sembra un miracolo, visto che per qualche motivo mi ritrovo sempre a disegnare tutto il giovedì stesso… e ora sono esauta! La mia manina si sta per ribellare!
Comunque, veloce veloce che poi vado a fare cyclette.

Vi lascio anche con qualche immagine su come si presentava il mondo a quell’ora:

Ovviamente alcuni di noi si sono lasciati prendere dall’entusiasmo e dall’adrenalina di fronte a questo spettacolo incredibile… e siamo partiti a fare foto come pazzi!

Non mi sono veramente arrampicata sugli alberi ma poco ci mancava. In compenso mi sono quasi arrampicata su un lampione.
Altre fotine:

Ci sarebbero mille altre cose da raccontare e far vedere, ma per ora mi fermo qua, con l’ultima vignetta scema:

Alla prossima!

Vacanze estive!

Ecco! Finalmente anche io me ne vado in vacanza! Ma in vacanza da che, che non lavoro da mesi ormai? Eh vabbhé, quisquillie semantiche, diciamo che me ne vado in vacanza da casa mia, dalla famiglia e, soprattutto, dai muratori che stanno scavando la montagna dietro la casa dei vicini da due mesi e mezzo e che mi svegliano ogni mattina alle sette con trapani, seghe elettriche e martelli pneumatici.

Volevo fare una vignetta per salutare il blog, ma in questi giorni non ho avuto un minuto libero (tra chat, saluti, bucato, uscite, pulizie prima di partire, letture disperate per finire i libri prima della partenza, organizzazioni varie, sono stata un po’ occupata a non far nulla di serio) e quindi vi beccate solo un post vagamente delirante che vuole intrattenervi su cose di cui non vi frega un accidente.

Sì, perché ora vi parlerò, se volete restare a farmi compagnia e a leggermi altri due minuti, di Erice!
Erice è il posto meraviglioso e stupendo dove stiamo per andare oggi io e miei amici.
Questo piccolo paese, molto medievaleggiante, è, credo, uno dei posti che più mi piacciono tra tutti quelli che abbia mai visto. Le strede acciottolate, le vie strette che si inerpicano per il monte, i vicoli che sembrano catapultarti improvvisamente in un’epoca passata, hanno conquistato il mio cuore. Per non parlare del magnifico, anche se piccolo, Castello di Venere, delle origini mitiche e pagane di questo paese, e dei panorami incantevoli di cui si può godere praticamente da ogni angolo della cittadina.
Erice è fresca, si trova ad una ventina di minuti dal mare, ed è una scoperta dal primo all’ultimo passo. Penso che, per quante volte potrò andarci e ritornarci, resterò sempre ammaliata dal misterico fascino di questo paese.

E oggi ci vado con gli amici! Non è forse qualcosa di stupendo?
Ebbene, quindi, vi saluto. Tornerò, penso, intorno al 16, quindi almeno per un paio di settimane salteranno aggiornamenti, vignette, recensioni e deliri vari.
Ma sono sicura che non sentirete troppo la mia mancanza.

Detto ciò, vi lascio con qualche foto dell’anno scorso! Addio, e grazie per tutto il pesce!