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Etnacomics 2014

Lo scorso finesettimana io e il moroso abbiamo affrontato un viaggio infinito per recarci a quella che sicuramente è considerabile la più importante fiera del fumetto e tutto il resto siciliana: l’etnacomics.
Dopo due ore e mezza di viaggio,  con il podcast dei Gamefathers a farci compagnia, dopo esserci sistemati al B&B e aver fatto una passeggiata fino al centro fieristico “le ciminiere” (il culo di aver trovato posto in un B&B a sette minuti a piedi dalla fiera), finalmente arriviamo.

Ovviamente la mia prima tappa è il padiglione Shockdom, IMG_20140607_124301dove noto quella che mi sembra una fila abbordabile per ricevere una dedica da Bigio, l’autore di Drizzit. In realtà, tra acquisto di un volume e fila passano tre quarti d’ora buoni, ma l’emozione quando finalmente mi ritrovo faccia a faccia con lui è tale che mi dimentico persino i nomi dei personaggi. L’imbarazzo più totale – c’è stato un dialogo del tipo: “Che cosa vuoi disegnato?”, “Katy!”, “Ah, anche tu?”, “Eh, sì, visto che online tifano tutti per, ehm… cosa, lì, l’altra….”. Mi avrà presa per deficiente – ma alla fine me ne esco vittoriosa con la mia dedica. E, davvero, vederlo disegnare dal vivo è stato unico, e mi è dispiaciuto solo che il rincoglionimento mi ha impedito di dedicare l’attenzione che si meritavano anche agli altri autori shockdom.

A quel punto cominciamo a guardarci intorno. Avrei voglia di comprare di tutto e di più, ma i soldi voglio conservarmeli per qualcosa di speciale. Facciamo un giro, e becchiamo di sfuggita la mia coppia di youtuber preferiti: Raiden e Midna di Playerinside. Riesco a scambiarci giusto due parole mentre gli stringo la mano, facendo l’ennesima figura di popò – “Ciao, Carmen!”, “Oh, wow, ti ricordi il mio come, io… wow”, di nuovo paralizzata dall’emozione – prima di dover scappare sperando di beccarlo più tardi per fare una foto. Ovviamente non li becco più.

Finalmente, ora, prima di cercare i nostri amici, l’attenzione è tutta dedicata agli stand e agli acquisti che volevamo fare.
Invece, già dall’ingresso al piano degli stand di gadget, diventa evidente che i pokemon sono decisamente la moda dell’anno – sono la moda di sempre, se lo chiedi a me, ma l’anno scorso non sembravano essere in tanti a pensarla così. Ci sono robe pokemon ovunque. Quindi, superando il budget prefisso, prendo una splendida felpa di Umbreon. Con le orecchie. La figata totale.
Poi arriva il terzo piano. Il piano dedicato al videogioco, al gioco di ruolo, di carte, di miniature e chi più ne ha più ne metta. Compro un D20, poi arriviamo ai manuali. Tantissimi manuali.
Premessa: io sono malata di Dragonlance, il mio primo vero amore fantasy. Ho sempre cercato i manuali dell’ambientazione D&D, fino a che, a gennaio, li trovai in un piccolo negozio a Roma. Con un sovrapprezzo sul prezzo di copertina di 40 euro circa, in quanto pezzi da collezione.
Si può quindi capire come mi avvicinai tremante al reparto manuali e come sussultai quando mi ritrovai davanti uno dei manuali di questa ambientazione. E, soprattutto, l’emozione che provai quando mi disse che il prezzo non era quello di copertina… c’era un 30% di sconto. Ovviamente, è diventato subito mio.

In tutto ciò, si era ormai fatta ora di pranzo più che inoltrata, perciò decidemmo di raggiungere i nostri amici nell’area japan. Pranziamo, riprendiamo il nostro giro. Sono ormai le due, e alle tre e mezza abbiamo intenzione di piantarci nell’area firme per prepararci all’arrivo di Ortolani e Manara.Troviamo anche un padiglione dove, a fine giornata, il mio ragazzo si comprerà un trasformers e regalerà un pupazzo gattopalla a me.

Dopo aver girato in lungo e in largo, andiamo all’area firme, dove stanno intervistando Don Alemanno di Jenus e Giacomo Bevilacqua di A panda piace. Assistiamo ad una mezzoretta di conferenza, e finalmente arriva il momento delle firme. L’orda parte all’attacco prima ancora dell’arrivo dei disegnatori più famosi. leoIo e Marco ci dobbiamo separare per dover fare le due file separatamente, io mi ritrovo in fondo alla sala, con un sacco di cinque chili in un braccio, un fumetto di rat-man che cerco disperatamente di non distruggere, e una calca sudata e puzzolente che mi preme da tutte le parti.
L’arrivo dei disegnatori è accolto da un caloro applauso – Leo Ortolani ha acquisito tanti, ma davvero tanti, punti simpatia per un paio di amichevoli scenette con i fan. Seguiono due ore di fila, mi faccio fare un disegnino del panda visto che Bevilacqua sembra piuttosto sfaccendato, finalmente ne usciamo, doloranti ma, ancora una volta, trionfanti e soddisfatti.

A questo punto facciamo gli ultimi giri, gli ultimi acquisti (Marco mi regala un paio di chopstick di Star Wars, io mi regalo il primo libro di una trilogia di Dragonlance fuori stampa e introvabile da un po’ di tempo), e a questo punto, esausti, andiamo a posare tutto in albergo, con la promessa di rivederci per cena con gli amici.

Morale della favola? E’ stata una fiera favolosa, piena di tutto quello che dovrebbe esserci in una fiera. Fumetti, fumettisti, incontri con disegnatori – conosciuti e non – chiacchiere con sconosciuti dalle stesse passioni, acquisti di cose che fuori di qui ci sognamo… e tanta, tanta stanchezza.
E ora sono a casa, ancora con le bracce doloranti dopo due giorni, ma ancora tanto, tanto soddisfatta.

Foto con il mio bottino al completo di questa fiera!

Foto con il mio bottino al completo di questa fiera!

Lo Scarabocchiando del giovedì #27: Vacanze ad Erice – parte seconda – nottata in bianco

EDIT: ci ho messo sei giorni, ma alla fine me ne sono accorta: la prima vignetta che avevo pubblicato era sbagliata. Mancavano i dialoghi nella prima immagine. Oh, ma fatemele notare queste cose, senza non aveva quasi senso! Io sono scema ma voi mi andate anche dietro, eh! Comunque, ecco la versione riveduta e corretta. Spero che non succederà più.
Saluts.

Ciao a tutti! Ce lo’ho fatta anche stavolta! Ormai ogni volta che riesco a pubblicare lo scarabocchiando mi sembra un miracolo, visto che per qualche motivo mi ritrovo sempre a disegnare tutto il giovedì stesso… e ora sono esauta! La mia manina si sta per ribellare!
Comunque, veloce veloce che poi vado a fare cyclette.

Vi lascio anche con qualche immagine su come si presentava il mondo a quell’ora:

Ovviamente alcuni di noi si sono lasciati prendere dall’entusiasmo e dall’adrenalina di fronte a questo spettacolo incredibile… e siamo partiti a fare foto come pazzi!

Non mi sono veramente arrampicata sugli alberi ma poco ci mancava. In compenso mi sono quasi arrampicata su un lampione.
Altre fotine:

Ci sarebbero mille altre cose da raccontare e far vedere, ma per ora mi fermo qua, con l’ultima vignetta scema:

Alla prossima!

Lo Scarabocchiando del giovedì #26: Vacanze ad Erice – parte prima

E sono tornata! La vacanza è durata un po’ più del previsto, ma ci siamo divertiti un sacco.
E quindi, ora, di dovere, le vignette su queste vacanze! saranno un bel po’ e visto che dubito di riuscire a metterne più di tre per settimana andrà a finire che ci accompagneranno fino a Natale… cercherò di mettere qualcosa di più, prometto! Ma ormai sappiamo tutti che non riesco veramente a mettere su tanta roba quanta vorrei. Sigh. Forza di volontà del cavolo. Comunque, ecco le perle dei primi giorni.

E poi dicono che è sempre colpa nostra! Tzè!

Questa è, in verità, incommentabile.

Questa scena andava in onda ogni singola volta che salivamo o scendevamo da Erice. Cioè, specie i primi giorni, almeno due volte al giorno. ARGH!

Alla prossima settimana (io ci provo a fare qualcosa prima, ma non garantisco nulla) con altre idiozie da queste due settimane ad Erice!

Vacanze estive!

Ecco! Finalmente anche io me ne vado in vacanza! Ma in vacanza da che, che non lavoro da mesi ormai? Eh vabbhé, quisquillie semantiche, diciamo che me ne vado in vacanza da casa mia, dalla famiglia e, soprattutto, dai muratori che stanno scavando la montagna dietro la casa dei vicini da due mesi e mezzo e che mi svegliano ogni mattina alle sette con trapani, seghe elettriche e martelli pneumatici.

Volevo fare una vignetta per salutare il blog, ma in questi giorni non ho avuto un minuto libero (tra chat, saluti, bucato, uscite, pulizie prima di partire, letture disperate per finire i libri prima della partenza, organizzazioni varie, sono stata un po’ occupata a non far nulla di serio) e quindi vi beccate solo un post vagamente delirante che vuole intrattenervi su cose di cui non vi frega un accidente.

Sì, perché ora vi parlerò, se volete restare a farmi compagnia e a leggermi altri due minuti, di Erice!
Erice è il posto meraviglioso e stupendo dove stiamo per andare oggi io e miei amici.
Questo piccolo paese, molto medievaleggiante, è, credo, uno dei posti che più mi piacciono tra tutti quelli che abbia mai visto. Le strede acciottolate, le vie strette che si inerpicano per il monte, i vicoli che sembrano catapultarti improvvisamente in un’epoca passata, hanno conquistato il mio cuore. Per non parlare del magnifico, anche se piccolo, Castello di Venere, delle origini mitiche e pagane di questo paese, e dei panorami incantevoli di cui si può godere praticamente da ogni angolo della cittadina.
Erice è fresca, si trova ad una ventina di minuti dal mare, ed è una scoperta dal primo all’ultimo passo. Penso che, per quante volte potrò andarci e ritornarci, resterò sempre ammaliata dal misterico fascino di questo paese.

E oggi ci vado con gli amici! Non è forse qualcosa di stupendo?
Ebbene, quindi, vi saluto. Tornerò, penso, intorno al 16, quindi almeno per un paio di settimane salteranno aggiornamenti, vignette, recensioni e deliri vari.
Ma sono sicura che non sentirete troppo la mia mancanza.

Detto ciò, vi lascio con qualche foto dell’anno scorso! Addio, e grazie per tutto il pesce!

Vacanze, buon anno e quant’altro

Che un articolo lezioso e perditempo sia concesso anche a me (come se scrivessi solo cose serie, seeeh).

Da oggi probabilmente sparirò per una decina di giorni. Dovrei tornare il quattro o il cinque, perciò ne approfitto per avvertire che, ovviamente, salteranno un paio di puntate della guida e un paio di scarabocchiando, e di sicuro non ci saranno recensioni per un po’.
Ne approfitto anche per augurare buon anno agli sporadici lettori di questo blog, per annunciare che domani vado a comprarmi un botto di libri da aggiungere a quelli ricevuti per Natale su cui probabilmente poi farò un post pallosissimo nel quale mi gongolo per gli ultimi acquisti, per promettere un post con gli elenchi dei libri che mi sono piaciuti di più e di meno quest’anno e insomma, tante belle cose.

Ora vado a riempire l’ereder di tutto quello su cui riesco a mettere le mani, magari anche qualche bella trashata così a gennaio ritorno con qualche recensione negativa, che mi divertono tanto. Però prima devo trovare il coraggio di leggere roba che non mi ispira, e facile non è.
Comunque. A presto, omuncoli, e ancora buon anno!

Vado a leggere. Bye bye. (E, sì, la copertina del libro è quella di Io uccido di Faletti. Solo che nelle mie intenzioni doveva essere quella di Insomnia di King. Cose che capitano.)