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Vignetta: io non guardo i mondiali in Brasile

brasile

Sia chiaro che io non guardo i mondiali a prescindere da qualsiasi situazione socio politica. Ma ci sono alcuni a queli il calcio piace altrettanto poco e che ne “approfittano” per fare i moralisti quando in realtà non gli frega nulla… anche se sono sicura che qualcuno a cui interessa davvero la situazione terribile brasiliana ci sia.

Etnacomics 2014

Lo scorso finesettimana io e il moroso abbiamo affrontato un viaggio infinito per recarci a quella che sicuramente è considerabile la più importante fiera del fumetto e tutto il resto siciliana: l’etnacomics.
Dopo due ore e mezza di viaggio,  con il podcast dei Gamefathers a farci compagnia, dopo esserci sistemati al B&B e aver fatto una passeggiata fino al centro fieristico “le ciminiere” (il culo di aver trovato posto in un B&B a sette minuti a piedi dalla fiera), finalmente arriviamo.

Ovviamente la mia prima tappa è il padiglione Shockdom, IMG_20140607_124301dove noto quella che mi sembra una fila abbordabile per ricevere una dedica da Bigio, l’autore di Drizzit. In realtà, tra acquisto di un volume e fila passano tre quarti d’ora buoni, ma l’emozione quando finalmente mi ritrovo faccia a faccia con lui è tale che mi dimentico persino i nomi dei personaggi. L’imbarazzo più totale – c’è stato un dialogo del tipo: “Che cosa vuoi disegnato?”, “Katy!”, “Ah, anche tu?”, “Eh, sì, visto che online tifano tutti per, ehm… cosa, lì, l’altra….”. Mi avrà presa per deficiente – ma alla fine me ne esco vittoriosa con la mia dedica. E, davvero, vederlo disegnare dal vivo è stato unico, e mi è dispiaciuto solo che il rincoglionimento mi ha impedito di dedicare l’attenzione che si meritavano anche agli altri autori shockdom.

A quel punto cominciamo a guardarci intorno. Avrei voglia di comprare di tutto e di più, ma i soldi voglio conservarmeli per qualcosa di speciale. Facciamo un giro, e becchiamo di sfuggita la mia coppia di youtuber preferiti: Raiden e Midna di Playerinside. Riesco a scambiarci giusto due parole mentre gli stringo la mano, facendo l’ennesima figura di popò – “Ciao, Carmen!”, “Oh, wow, ti ricordi il mio come, io… wow”, di nuovo paralizzata dall’emozione – prima di dover scappare sperando di beccarlo più tardi per fare una foto. Ovviamente non li becco più.

Finalmente, ora, prima di cercare i nostri amici, l’attenzione è tutta dedicata agli stand e agli acquisti che volevamo fare.
Invece, già dall’ingresso al piano degli stand di gadget, diventa evidente che i pokemon sono decisamente la moda dell’anno – sono la moda di sempre, se lo chiedi a me, ma l’anno scorso non sembravano essere in tanti a pensarla così. Ci sono robe pokemon ovunque. Quindi, superando il budget prefisso, prendo una splendida felpa di Umbreon. Con le orecchie. La figata totale.
Poi arriva il terzo piano. Il piano dedicato al videogioco, al gioco di ruolo, di carte, di miniature e chi più ne ha più ne metta. Compro un D20, poi arriviamo ai manuali. Tantissimi manuali.
Premessa: io sono malata di Dragonlance, il mio primo vero amore fantasy. Ho sempre cercato i manuali dell’ambientazione D&D, fino a che, a gennaio, li trovai in un piccolo negozio a Roma. Con un sovrapprezzo sul prezzo di copertina di 40 euro circa, in quanto pezzi da collezione.
Si può quindi capire come mi avvicinai tremante al reparto manuali e come sussultai quando mi ritrovai davanti uno dei manuali di questa ambientazione. E, soprattutto, l’emozione che provai quando mi disse che il prezzo non era quello di copertina… c’era un 30% di sconto. Ovviamente, è diventato subito mio.

In tutto ciò, si era ormai fatta ora di pranzo più che inoltrata, perciò decidemmo di raggiungere i nostri amici nell’area japan. Pranziamo, riprendiamo il nostro giro. Sono ormai le due, e alle tre e mezza abbiamo intenzione di piantarci nell’area firme per prepararci all’arrivo di Ortolani e Manara.Troviamo anche un padiglione dove, a fine giornata, il mio ragazzo si comprerà un trasformers e regalerà un pupazzo gattopalla a me.

Dopo aver girato in lungo e in largo, andiamo all’area firme, dove stanno intervistando Don Alemanno di Jenus e Giacomo Bevilacqua di A panda piace. Assistiamo ad una mezzoretta di conferenza, e finalmente arriva il momento delle firme. L’orda parte all’attacco prima ancora dell’arrivo dei disegnatori più famosi. leoIo e Marco ci dobbiamo separare per dover fare le due file separatamente, io mi ritrovo in fondo alla sala, con un sacco di cinque chili in un braccio, un fumetto di rat-man che cerco disperatamente di non distruggere, e una calca sudata e puzzolente che mi preme da tutte le parti.
L’arrivo dei disegnatori è accolto da un caloro applauso – Leo Ortolani ha acquisito tanti, ma davvero tanti, punti simpatia per un paio di amichevoli scenette con i fan. Seguiono due ore di fila, mi faccio fare un disegnino del panda visto che Bevilacqua sembra piuttosto sfaccendato, finalmente ne usciamo, doloranti ma, ancora una volta, trionfanti e soddisfatti.

A questo punto facciamo gli ultimi giri, gli ultimi acquisti (Marco mi regala un paio di chopstick di Star Wars, io mi regalo il primo libro di una trilogia di Dragonlance fuori stampa e introvabile da un po’ di tempo), e a questo punto, esausti, andiamo a posare tutto in albergo, con la promessa di rivederci per cena con gli amici.

Morale della favola? E’ stata una fiera favolosa, piena di tutto quello che dovrebbe esserci in una fiera. Fumetti, fumettisti, incontri con disegnatori – conosciuti e non – chiacchiere con sconosciuti dalle stesse passioni, acquisti di cose che fuori di qui ci sognamo… e tanta, tanta stanchezza.
E ora sono a casa, ancora con le bracce doloranti dopo due giorni, ma ancora tanto, tanto soddisfatta.

Foto con il mio bottino al completo di questa fiera!

Foto con il mio bottino al completo di questa fiera!

Lo Scarabocchiando del giovedì #26: Vacanze ad Erice – parte prima

E sono tornata! La vacanza è durata un po’ più del previsto, ma ci siamo divertiti un sacco.
E quindi, ora, di dovere, le vignette su queste vacanze! saranno un bel po’ e visto che dubito di riuscire a metterne più di tre per settimana andrà a finire che ci accompagneranno fino a Natale… cercherò di mettere qualcosa di più, prometto! Ma ormai sappiamo tutti che non riesco veramente a mettere su tanta roba quanta vorrei. Sigh. Forza di volontà del cavolo. Comunque, ecco le perle dei primi giorni.

E poi dicono che è sempre colpa nostra! Tzè!

Questa è, in verità, incommentabile.

Questa scena andava in onda ogni singola volta che salivamo o scendevamo da Erice. Cioè, specie i primi giorni, almeno due volte al giorno. ARGH!

Alla prossima settimana (io ci provo a fare qualcosa prima, ma non garantisco nulla) con altre idiozie da queste due settimane ad Erice!

Lo Scarabocchiando del giovedì #25: Pillole da un matrimonio!

La prossima settimana non ci sarò, e forse neanche la successiva. Quindi, oggi, un post bello intenso – che mi ha fatto impazzire non poco per disegnarlo tutto.

Ebbene, lunedì si sono sposati due amici (condoglianze, ripeto). Ed ecco la cronaca, molto personale, di quello che è avvenuto per me quel giorno…

(Eh, già, a quanto pare dalla prossima volta avrò una pettinatura diversa! Senza gli spuntoni ai lati, però!)

(Storia vera. Giuro. La mia idiozia è leggendaria. Inoltre, la scelta di censurare la faccia a mio padre è dovuta al fatto che sono incapace di disegnare persone che non sembrino o ventenni o settantenni. Siccome mio padre non è nessuna delle due, lo lascio all’anonimato)

(AUGURI!!! Quest’immagine mi ha fatto sudare non poco. Nonostante tutti i presenti siano venuti uno schifo, mi saoddisfa comunque abbastanza. E’ praticamente la prima volta che faccio qualcosa in così grande stile. Belle cose, eh.)

(Si vede che quando ho disegnato questa avevo ormai la mano a pezzi, eh?)

Ed è finita qui, per oggi.
Vorrei dire due ultime paroline: mi scuso con tutte le persone che, volenti o nolenti, sono state prese e spiaccicate in queste immagini. Specialmente chiedo scusa alle ragazze, perché non ho saputo rendervi giustizia. Eravate tutte più belle di come sono stata in grado di disegnarvi. Specialmente la sposa.

Detto questo, vi avverto che la prossima settimana (e forse anche quella successiva, chissà) non ci sarò, quindi niente post. Se ci riesco pubblico qualcosa per salutare domenica, altrimenti ci vediamo tra qualche settimana.

Buone vacanze!

Lo Scarabocchiando del giovedì #24: In libreria

Oggi lo scarabocchiando non ci doveva essere. Per una settimana non ho avuto assolutamente idee su che cosa fare. Mi è finalmente venuta l’idea poco fa, mentre ero sotto la doccia, ricordandomi una cosa successami qualche giorno fa in libreria. Perciò mi sono messa a disegnare in fretta e furia, prima ancora di asciugarmi i capelli, visto che tra pochissimo devo uscire. E’ venuta una cagata, probabilmente avrò un mal di testa colossale per tutta la giornata, ma ce l’ho fatta!

A voi.

Sì, a quanto pare nella mia mente quando mi incavolo ho sempre i capelli che prendono vita dietro di me.
Davvero troppi cartoni animati.

Alla prossima!

Lo scarabocchiando del giovedì #21: scuse, spiegazioni, nuovo progetto, bozze personaggi

Sì, la scorsa settimana sono sparita senza dire nulla.
E sì, neanche oggi ho una vignetta per voi.
Posso spiegarmi. Davvero.

Ecco, in realtà io oggi volevo disegnare una vignetta. davvero. Solo che ho dedicato lunedì e martedì ad un altro progetto – di cui parlerò tra un attimo – e ieri sono uscita. Oggi, ho scoperto che mio padre è in vacanza. Il tempo che posso dedicare al disegno, quindi, è drasticamente poco. Anzi, diciamo proprio inesistente. Quindi non posso fare nulla.
Sigh.
Fustigatemi pure.

Ora. Parliamo della scorsa settimana.
La realtà è una e semplice: la scorsa settimana sono caduta in una sorta di depressione disegnatrice. No, non perché mi mancano le idee. Ironicamente, non ne ho mai avute così tante – e stupide. Il fatto è che se vedi disegnatori che segui e che adori – e che sono qualcosa come un miliardo di volte più bravi di te – venire criticati atrocemente per delle emerite cavolate, ti fermi un attimo a farti un paio di domande. Del tipo: ma che diamine sto facendo?
E mi sono resa conto che mi sto prendendo in giro, con questa storia del “Disegno ogni giovedì per cercare di migliorarmi”. Diciamocelo chiaro e tondo: sono stronzate. Non credo più minimamente che facendo delle vignette vuote, sterili ed idiote ogni settimana, che mi spronano ben poco a provare qualcosa di nuovo, riuscirò a migliorarmi.
Ecco, quindi, perché la scorsa settimana ho mandato tutto a quel paese.

Non sono ancora uscita da quella fase, ma ora ho le idee giusto un pelo vagamente più chiare.
Ho intenzione di continuare, come e per quanto posso, con gli scarabocchiando (ehm, sì, a partire dalla prossima settimana, ormai, credo), ma nel mentre sto cercando di lavorare a qualcosa di più serio.
Lo dico perché magari più gente lo sa più sono spronata a continuare.
Come con la dieta, no.

Sto lavorando ad una storia più seria. Lunedì e martedì li ho dedicati al buttare giù le bozze di due personaggi. Sono due personaggi nuovi, con uno stile vagamente differente, per una storia che sto cercando di costruire totalmente dentro la mia testa.
Io non so cosa ne uscirà fuori, né se veramente ne uscirà fuori qualcosa di anche solo lontanamente guardabile. Però mi sento molto più stimolata, ora.
Siete dalla mia parte?

La prossima settimana vi metto qualcosa di serio. Mi auguro.
Comunque, a voi gli schizzi (a matita e penna, quindi molto rozzi e molto da rifare e definire, ma servivano per farmi sapere che faccia hanno ‘sti due e come disegnarli bene o male) dei due protagonisti, i cui nomi provvisori sono Alyssa e Dart.

(Ignorate le varie linee nelle gambe e nelle braccia. dovevano essere dei riflessi, ma così, in bianco e nero, fanno veramente cagare. La creatura è ancora indefinita, ma mi piaceva l’idea di accompagnare la protagonista ad uno strano essere alienoide con, probabilmente, qualche potere strano. Le armi sono da definire)

(Ecco, qui ignorate la mano di quand’è di spalle. Passerò un mese a disegnare mani per… prenderci la mano. Ah-ah! Ho fatto la battuta!… Comunque. Su di lui non c’è molto da dire, a parte il fatto che cambierà spesso abiti)

Ecco, e ora… alla prossima. Magari la prossima settimana riuscirò ad inserire qualcosa di più succulento su questo progetto, oltre che uno scarabocchiando migliore!

Lo scarabocchiando del giovedì #20: Viaggio a Roma (parte sesta, settima e ottava)

E ci siamo arrivati! Alla fine delle vignette idiote e scoordinate su questo viaggio, ma anche al mio primo traguardo: venti scarabocchiando! Un traguardo che mi da ancora più soddisfazione se penso che, specialmente ultimamente, ci sono più di una vignetta per scarabocchiando, quindi sono riusicta a disegnare un bel po’!
Lo stile non migliora e continuo a deprimermi incredibilmente quando leggo dei veri fumetti, ma mi sembra di stare diventando più… veloce. Più efficiente, forse. Meglio di niente, no?
Comunque. Le vignette. Con oggi, ripeto, dovremmo finire la serie di Roma e potrò tornare a disperarmi per trovare idee per le prossime vignette. Sempre che non mi viene in mente qualcos’altro da disegnare. E quindi… a voi!

Perché almeno un pokemon deve esserci sempre.

Piccolo indovinello: solo una di queste vignette pur essendo ispirata ad un episodio realmente avvenuto è inventata ed è stata proposta da Marco! Indovinate quale! Difficile, eh?!

Alla prossima.
Pika-pì!

Lo scarabocchiando del giovedì #19: Viaggio a Roma (parte quarta e quinta)

Rieccomi con questa storia del viaggio a Roma. Che bello che per qualche settimana ho qualcosa che mi da le idee per le vignette. Tra un paio di settimane si ritorna alla cara vecchia disperazione da mancanza di idee.

Oggi sono “solamente” due vignette perché questa settimana davvero, ho raggiunto i minimi livelli di voglia di disegnare possibili immaginabili. Anzi che alla fine oggi sono riuscita a fare queste duie vignette, ecco. Che poi non mi fanno neanche troppo schifo. Strano.

Comunque. A voi!

Ovviamente la mia reale reazione non è stata questa, sono rimasta piuttosto mansueta (dopo aver svuotato la valigia di tutte le cose di valore che conteneva ed essermele ficcate in tasca e nella borsa che ho pure tirato fuori). Ma questa è stata la reazione all’interno della mia testa per la successiva ora e mezza… sono rimasta piuttosto incazzata fino a quando non ho visto arrivare la mia valigia sana e salva sul nastro trasportatore, ecco.

Qui, invece, è tutto vero. Il termometro segnava 32 gradi all’ombra e Marco se ne andava in giro con un cavolo di cappotto di pelle! Inorridite con me della sua follia. E ho almeno una mezza dozzina di testimoni che possono testimoniare sulle mie orride bruciature.

Comunque, la prossima settimana se non mi viene in mente altro – e se riesco a fare tutte le vignette che restano e che ho in mente al momento – finiamo qui con questa storia di Roma.
Quindi… alla prossima! Saluts!

Lo scarabocchiando del giovedì #18: preparativi alla partenza

Inizio il post con un annuncio – a cui, dopotutto, le vignette si riferiscono: da giorno 23 a giorno 29 maggio, non sarò presente in quanto in giro per Roma e dintorni (a meno che non troviamo qualche wi-fi aperto e santo che ci permette una sbirciatina, ma dubito comunque di passare dal blog…).
Per questo motivo, non ci saranno aggiornamenti (già che uiltimamente ce ne sono stati assai, eh), e ovviamente salterà lo scarabocchiando del 24, mentre non posso promettere nulla per quanto riguarda quello di giovedì 31, in quanto dipende principalmente se nel giorno direttamente successivo al mio rientro a casa avrò quel minimo di forze necessarie per tenere una penna in mano.

Comunque ci rivediamo presto e spero che questo viaggio mi dia la possibilità di prendere spunto per tante vignette nuove.
In ogni caso, passiamo alle vignette odierne.

(Alla faccia di chi dice che le donne si portano dietro milioni di vestiti… c’è da dire grazie se riesco a portarmi un cambio, e non me ne frega molto…)

Al solito, per vederle ingrandite cliccarci sopra.

Insomma, auguratemi buon viaggio… e a presto!

Lo Scarabocchiando del giovedì #14: una settimana tipo (quando non lavoro)

Che poi, giusto per la cronaca, il lavoro l’ho mollato. Quindi, almeno in teoria, avrò più tempo per disegnare.
Poi, siccome le cose vanno più o meno come nella vignetta sottostante, in realtà mi riduco sempre all’ultimo secondo.
Sigh.

A voi.

PS: ma quando faccio vignette così lunghe il caricamento rallenta? Ci mette tanto? Pensate che sarebbe meglio se le dividessi in due o tre parti così che magari le carica contemporaneamente e viene visualizzato tutto prima, o è meglio così? Ditemi come la visualizzate voi così che possa offrire un servizio migliore (seeeeeh)!!

Alla prossima.