Recensione Libri: Alice, i giorni della droga

TRAMA:

Alice è una quindicenne che appartiene al ceto medio. Sta a dieta e ha una vita amorosa normale. Ottiene buoni voti a scuola e pensa che un giorno le piacerebbe sposarsi. Quando, durante un party, Alice fa un ‘viaggio’ con la droga, la sua vita cambia radicalmente. I genitori non sanno cosa le stia accadendo, non capiscono e pensano che Alice, precipitata in una serie di esperienze seducenti ma disgregatrici, sia ‘legata alla gente sbagliata’. La differenza tra Alice e molti altri giovani che si drogano sta nel fatto che Alice teneva un diario. Questo diario, in realtà anonimo, si presenta ora come un documento esemplare – sottolinea lo psichiatra Max Beluffi nella prefazione – per chi voglia cogliere “i fattori storici e culturali che hanno facilitato questo particolare stile di evasione collettiva dalla realtà”.

RECENSIONE:

Alice, i giorni della droga“, è un libro horror moderno. Mentre sto scrivendo l’ho terminato da pochi minuti, e, davvero, non mi vengono in mente altri termini per definirlo. Non ci sono vampiri, zombie o altre strane creature della notte, ma c’è un unico, grande Mostro: la droga. La droga che succhia via la capacità e la voglia di vivere, la giovinezza, la libertà e la passione di milioni di giovani ogni anno.
Alice, i giorni della droga“, è – si dice, ma non si può sapere per certo – la versione, leggermente romanzata, di due diari di un’adolescente avuta in cura dalla dottoressa Beatrice Sparks. La ragazza che scrive è una quindicenne americana del finire degli anni sessanta, il cui nome non viene mai pronunciato all’interno dei diari, e che quindi, da questo momento, sarà nota come Alice.
Il diario di Alice è una lettura potente, inquetante, tormentosa e tormentata. L’evidente semplicità con cui inizia la narrazione – la decisione di acquistare un diario unicamente per poter parlare del ragazzo che finalmente l’ha invitata ad uscire – si scontra duramente con l’orrore che la ragazza si troverà ad affrontare di lì a poco.
L’incontro – non voluto – con la droga, le prime esperienze, il convincimento che non ci sia nulla di male. La descrizione, quasi affascinante, delle potenti emozioni provate dalla ragazza durante i suoi primi “viaggi”, avviene con un ritmo gioioso e giocoso, ancora infantile, di chi non si rende conto di cosa le stia succedendo.
Poi, sempre più velocemente, Alice si trova coinvolta in una spirale di eventi che vorticosa la trascina ancora più in fondo nella disperazione e nella perdizione. La prima fuga da casa, i sensi di colpa, la ricaduta, il fermo della polizia, la seconda fuga di casa che si corona con l’abbruttimento più totale – reso evidente da una scrittura sempre più violenta, folle, come se, oltre alla vita, la droga le stesse strappando via la cultura e la capacità di esprimersi in maniera corretta.
Dalla seconda metà del libro in poi la lettura diventa una sofferenza. La crudeltà con cui Alice si trova ad avere a che fare quando decide di abbandonare il piccolo club di drogati, le minacce e le torture psicologiche, le violenze fisiche e mentali e, infine, l’orrore più grande, di cui non parlerò per non spoilerare troppo.
Le ultime pagine, specialmente, sono di un’angoscia e di un dolore incredibile. La gioia riacquistata, velata sempre da un’ombra del destino che il lettore sente incombere su questa ragazza che sembra aver ritrovato la volontà di vivere, di gioire, di amare e di studiare.

La lettura di “Alice, i giorni della droga“, è una lettura superba nell’angoscia che comunica, solo di poco inferiore a quella di “Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino“.
Non è una lettura che consiglio a tutti, perché non è una lettura facile, ma è una lettura che renderei obbligatoria tra tutti i giovani nella fascia d’età di Alice. E pensare che in America gruppi di genitori conservatori hanno fatto di tutto, ricorrendo anche a vie legali, per vietare questo libro nelle biblioteche scolastiche.
Gli americani non smettono mai disorprendermi.

VOTO: 9.5/10

3 Risposte

  1. Ti consiglio “Gli interessi in comune” di Vanni Santoni, bellissimo romanzo ambietato nella Toscana di oggi, dove un gruppo di giovani ha in comune ricerca di nuove esperienze provando un po’ tutte le droghe attualmente in circolazione.

    1. Grazie mille per il consiglio, annoto e appena possibile gli darò un’occhiata!🙂

  2. Da lasciare a bocca aperta, vero? Mi riporta in mente vecchi consigli della nonna sul diffidare di chiunque. La parte finale mi ha lasciato a bocca a perta e con un nugolo di interrogativi che, ovviamente, resteranno tali. Povera ragazzina!😦

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