Recensione Libri: Pan, Francesco Dimitri

TRAMA:

Nelle notti romane ci sono bambini che sognano, e che nel sogno, ogni volta, ripetono il viaggio verso una grande isola che non c’è. Nelle notti romane ci sono ville borghesi illuminate dalla luna piena, e dai loro giardini spesso s’innalzano, non visti, mastodontici galeoni pirata. Nelle notti più fredde di una Roma moderna, pulsante, segreta, qualcuno ormai comincia ad avvertirlo: uno spirito folle sta bussando alla porta, uno spirito anarchico e sensuale, passionale e libertino, pronto a tornare per rapirci. Qualcuno lo vuol chiamare Peter; un tempo era noto come Pan. A cento anni di distanza dalla sua prima comparsa, il Peter Pan di Barrie rivela oggi più che mai la propria carica eversiva, la propria primordialità vitale, erotica, libera, il proprio rifiuto verso ogni forma di dogmatismo. Nei cieli di Roma lo scontro si sta preparando: bambini e pirati, vecchie e nuove divinità, in un’inquietante favola nera che finirà per insegnarci come, talvolta, per vedere il mondo del sogno dal mondo reale, non serva altro che alzare la testa.

RECENSIONE:

Francesco Dimitri è un giovane autore scoppiettante, che dimostra, con questo romanzo, una grande abilità creativa e un’interessante capacità di strutturare le proprie storie su più livelli. Pan non è il suo primo romanzo, ma è probabilmente quello che ha ottenuto maggiore approvazione presso il pubblico.
Lo stile di questo romanzo è accattivante – nonostante di tanto in tanto inciampi in qualche frase un po’ infelice – la storia che propone avvincente, i personaggi che ci presenta ben strutturati. Insomma, questo romanzo è, nella sua complessa totalità, un romanzo che fa ben sperare nei confronti della moderna letteratura italiana.

In Pan, Realtà e Sogno (ma anche Incanto) si fondono in un romanzo vitale che, partendo dal conosciutissimo romanzo di BarriePeter Pan, ovviamente – esplora nuovi orizzonti, aggiungendo un profondo velo d’inquietudine a quella che sarebbe dovuta essere una fiaba per bambini. La storia, che tutti consciamo quasi per osmosi da quando nasciamo, viene totalmente rivisitata e riscoperta, proponendo nuove, appassionanti interpretazioni dell’eterna lotta tra il bambino che non voleva crescere e il suo letale, monco nemico.
Pan, all’inizio, potrebbe sembrare una banale lotta tra archetipi, l’immortale lotta tra bene e male. Eppure, fin dalle prime pagine ci si rende conto che, in realtà, il bene non sta da nessuna delle due parti, e allo stesso modo il male non si limita ad accompagnare una delle fazioni che si scontrerà in questa lotta mortale. E’ la guerra tra la vita regolata, prestabilita e noiosa dei nostri tempi, scandita da leggi morali che soffocano la vitalità delle persone, e l’indomita forza della passione, dell’anarchia che si regola da sola e che, per questo, può diventare estremamente distruttiva.
Dove sta il bene? Dalla parte di un vecchio che, con il controllo di programmi tv, la chiusura intellettuale, la censura del web, vuole assicurarsi che le nuove generazioni non vengano corrotte, o nella sfrenata ricerca del puerile piacere fisico immediato?
Pan è un romanzo dai molti risvolti, dagli acuti approfondimenti a dalle birbanti citazioni. L’autore sembra strizzare di frequente l’occhio al suo lettore attingendo a quello che ormai è l’immaginario comune. Niente menzioni dotte, i richiami di questo inesauribile libro provengono da Star wars, Dragonball e chi più ne ha più ne metta. Per questo motivo, forse, non è un libro che può incontrare l’apprezzamento di tutti, ma punta soprattutto a quelle generazioni a cavallo tra la metà degli anni settanta e la metà degli anni novanta.
Un altro degli aspetti che Dimitri sembra sottolineare ripetutamente è l’importanza che in questo libro nutre il neo-paganesimo. Dimitri non nasconde il suo interesse per questa corrente religiosa, e lo fa riempiendo questo libro di citazioni pagane. Così ci rivediamo, per un attimo fuggente, un Gardner (padre dell’odierna Wicca) intento in un rituale con il padre dei tre giovani protagonisti, il tutto farcito da riferimenti e interpretazioni che partono da questa religione.

Comunque, pure svuotandolo da facili morali, da plurime interpretazioni e da eccentrici contenuti, Pan resta un libro scoppiettante ed interessante, la cui lettura consiglio vivamente a chi non smette di fantasticare e che è pronto a rimettere costantemente in gioco le proprie credenze riguardo il bene ed il male, la promiscuità e la censura.

VOTO: 8/10

7 Risposte

  1. Interessante, pensa che io ho appena finito di leggere La vera storia di Capitan Uncino di Pierdomenico Baccalario!

    1. Eh, quello l’ho visto in giro, ma mi sembrava una bambinata e l’ho ignorato platealmente😛 com’è? Vale invece la pena di leggerlo?😀

      1. A me è piaciuto parecchio, ma sono anche un grande fan di Pierdomenico Baccalario. No, non è proprio una bambinata, te lo consiglio. Oggi provo a scriverne qualcosa sul mio blog.

  2. Ho finito “Pan” da poco e le sue atmosfere bizzarre, a volte incubose, mi sono piaciute molto: è vero che, ogni tanto, l’autore cade in piccole ingenuità espressive, ma l’idea della trama ed il ritmo scorrevole rendono la lettura piacevole. Hai letto l’altro fantasy, stavolta steampunk, di Dimitri, “Alice nel paese della vaporosità”? Ottima recensione e grazie per aver segnalato le diverse allusioni presenti nell’opera🙂

    1. “Alice nel paese della vaporosità” è uno dei libri che ho intenzione di acquistare e leggere, se possibile, a breve. In realtà le recensioni che ho letto riguardo quest’opera non sono particolarmente entusiaste, ma aspetto sempre di farmi un’opinione personale prima di giudicare😀

      1. Saggia decisione😀 Allora ne riparleremo quando lo recensirai. Buona giornata!

      2. Grazie😀 altrettanto!

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