Recensione Libri: La Trilogia di Bartimeus, Jonathan Stroud

Quando la mattina ti alzi presto, fai mille cose, vai a lavorare, alle sette, quando esci, ti vedi con gli amici, rientri veramente tardi la sera e hai gli occhi che ti bruciano per aver letto tutto il giorno numeri dall’elenco telefonico e hai la testa che ti scoppia implorandoti un’oretta di sonno, ma tu ti metti comunque a leggere, giusto per andare avanti di poche pagine, e improvvisamente alzi lo sguardo ed è passata un’ora e mezza, allora capisci che quel libro è veramente un bel libro.
Questo è quello che a me è capitato con la Trilogia di Bartmeus, e specialmente con l’ultimo volume della suddetta, “La porta di Tolomeo”.
Ma andiamo con ordine.

 La Trilogia di Bartimeus è un fantasy dal respiro ampio, che intrattiene piacevolmente strappandoti spesso qualche sorriso e con una stoccata di satira qua e là che conquista definitivamente.
Il mondo raccontato in questi romanzi è un modo per molti versi identico al nostro, ma principalmente per uno completamente discordante: in questo mondo esiste la magia. O meglio, esistono gli Spiriti (volgarmente denominati demoni), entità che i maghi convocano a loro piacimento per sfruttarne risorse, servizi e poteri. Con la forza che questi esseri gli concedono, i maghi sono al governo, a capo di quella che è concretamente una dittatura in cui i comuni (cioè i non-maghi) sono praticamente schiavizzati. I maghi governano – e neanche tanto bene – e i comuni, mezzi morti di fame, fanno i lavori più umili, li servono, li riveriscono, combattono per loro e devono sempre abbassare la testa.
Fin dal primo capitolo della prima trilogia cominciamo piano piano ad esplorare e scoprire il mondo di questo maghi. Nathaniel, appena un bambino, viene ceduto dai genitori per essere educato alla magia e cresciuto per diventare un membro del governo. Quasi subito, sotto consiglio della moglie del suo maestro, Nathaniel ha chiaro il suo obbiettivo: arrivare in alto, scalando i gradini del governo dell’impero britannico.
Così, a soli dodici anni, Nathaniel compie la sua prima evocazione, convocando il jinn Bartimeus.
Da questo momento il destino del mago e del jinn sono legati indissolubilmente, in un susseguirsi di eventi grazie ai quali Nathaniel piano piano riuscirà nei suoi obbiettivi.

 La Trilogia attraversa più o meno – con ampi balzi temporali – circa cinque anni della vita del ragazzo, seguendolo nel suo percorso: da giovane apprendista promettere, a giovanissimo membro del governo, a estremamente giovane Ministro dell’Informazione.
Una dopo l’altra Nathaniel – o, per meglio dire, Bartimeus, che segue gli ordini di Nathaniel – affronta un susseguirsi di catastrofi, sventa una sequela di avvenimenti volti a sovvertire l’ordine dell’Impero e si guadagna la fiducia del Primo Ministro. Per fare questo, il giovane ambizioso è costretto a chiudere dietro una porta ideali, credenze e umanità, per mostrarsi sempre all’altezza della situazione. Il lettore non potrà che tifare per il ragazzo, provando comunque un po’ di irritazione e un po’ di compassione per il suo continuo allontanarsi dal sé che era stato.
Almeno fino all’ultimo libro, in cui la maschera finalmente cadrà e il mago capirà finalmente che cosa ha perso nella sua vana scalata alla gloria.

 I tre volumi che costituiscono questa saga sono uno più bello dell’altro. Man mano che Nathaniel cresce, anche i temi da affrontare si fanno più corposi. Mentre il primo libro è la disperata ricerca di approvazione di un bambino, nel secondo e ancora di più nel terzo veniamo a conoscenza di quanto siano umiliati e maltrattati e comuni, di come essi non possono difendersi e men che meno esprimere le loro opinioni.
Questi libri sono, molto semplicemente, scritti bene. Il ritmo incalzante della storia – e lo stile un po’ scanzonatorio e irriverente della narrazione dal punto di vista di Bartimeus – non permettono al lettore di distaccarsi per troppo tempo dalla lettura. Oltretutto, notare le piccole differenze tra questo mondo e il loro, sentire nominati grandi personaggi storici nell’ambito magico e scoprire come in questo mondo sono state realizzate alcune delle “nostre” grandi imprese, è un piccolo divertimento che si sussegue incessante nei vaghi riferimenti di Bartimeus alle sue imprese passate.

In breve, un libro consigliato a “grandi e piccini”, una lettura godibile e rilassante ma anche con sporadici punti di riflessione.

VOTO: 8.5-9/10

24 Risposte

  1. sembra veramente molto interessante!appena possibile lo devo leggere😄

    1. Quando vuoi te lo passo, te l’ho detto, è molto carina e divertente ^_^

  2. Quando ho cominciato a leggere questo libro, devo ammettere, ero un po’ dubbiosa. Me lo avevano presentato come un emulo di Harry Potter e per questo mi sentivo moralmente obbligata a leggerlo, ma non è che l’idea mi entusiasmasse eccessivamente.
    La mia diffidenza è durata, più o meno, a occhio e croce… mezza pagina.
    Che è anche più o meno il tempo necessario per innamorarsi follemente del personaggio Bartimeus. Nathaniel invece ha bisogno di più tempo per farsi amare; il rapporto con lui è davvero faticoso ma, piano piano, nonostante tutte le scelte non condivisibili, si finisce per affezionarsi lo stesso per il semplice fatto che si capisce benissimo come mai è in quel modo che va comportandosi. E si capiscono così bene le sue motivazioni, la solitudine, il desiderio di riscatto, che mi ci è voluto un bel po’ per rendermi conto che quello con cui simpatizzavo non era nient’altro che un piccolo, insulso gerarca fascista. Banalmente, la banalità del male.
    Mah: al di là delle spiegazioni finte-serie, la verità è che questi romanzi mi sono piaciuti perché mi hanno suscitato una quantità improponibile di IRSiLP, Inquietanti Risate Solitarie in Luoghi Pubblici.

    P.S. Ti lascio il link alla mia recensione di questi stessi libri, sul mio blog. Mi scuso se la cosa non è permessa, ti prego in questo caso di cancellarlo e perdonarmi:
    http://bistorta.blogspot.it/2012/04/trilogia-di-bartimeus-jonathan-stroud.html

    1. Ma certo che è permessa, ti pare, mi piace conoscere le opinioni degli altri, quando sono differenti e anche di più quando le condivido😛
      Comunque hai perfettamente ragione, specie su Nathaniel… anche se non arrivo a chiamarlo un gerarca fascista, alla fine dei conti. Alla fine nella crescita di questo ragazzo ho sempre sperato che, proprio lui fra tutti, riuscisse a rendersi conto della situazione in cui vessavano i comuni… può essere stato questo, in effetti, a non farmelo vedere unicamente come un ingranaggio del pesante meccanismo dittatoriale, temo😄
      Vado subito a leggere la tua recensione😉

      1. La cosa che mi inquieta molto di Nathaniel è che, a mio parere, una parte di lui si è sempre resa conto della verità, ma lui la ha deliberatamente soffocata al di sotto di una montagna di frustrazioni xD
        A mio parere comunque io ci ho letto più di quanto non ci sia, in questo romanzo. Quando ho cominciato a rendermi conto di stare pensando all’Altro Luogo come metafora per la sede dell’inconscio umano, ho capito che era il caso di darci un taglio ù_ù pure perché ho letto qualche intervista a Stroud, e non mi è sembrato che esplodesse di autoconsapevolezza. O forse è solo modesto, boh…

      2. O_O non l’avevo mai vista così. Parlo dell’altro mondo, ovviamente😄 riguardo Nathaniel, ancora una volta, hai ragione, anche se io ci leggo un personaggio più positivo di quanto in realtà non sia – come riconsoce lo stesso Bartimeus, seppur a malincuore, Nathaniel è decisamente migliore rispetto alla totalità degli altri maghi, sebbene cerchi di conformarsi alla massa e di sopprimere quella consapevolezza che lo distingue dai tronfi arrivisti che lo affiancano. Secondo me il bello di questo personaggio è che ti ritrovi a disprezzarlo per questo suo volersi amalgamare ai poco ammirevoli maghi del governo, ma a tifare ugualmente per lui perché, alla fin fine, se c’è una speranza che le cose in questo impero comincino ad ingranare per il verso giusto, è tutta nelle sue mani… o in qualche decina di generazioni di mutazioni genetiche che porterà i comuni a ribellarsi definitivamente😄
        Comunque la tua teoria sull’Altro Luogo è veramente affascinante😄 anche se pure io ho i miei dubbi che Stroud volesse inserire una metafora così profonda :-S in fondo si sa, i lettori raggiungono spesso molti più significati e interpretazioni di quante potrebbe immaginarne persino l’autore più audace😄

      3. Condivido tutto quello che dici. Nathaniel non è come gli altri (anche se non abbiamo avuto modo di osservare la crescita di altri maghi)🙂 ed è un personaggio problematico, il che lo rende molto più interessantedella media e assolutamente empatico… per questo fa rabbia, ma anche tenerezza! Ne parlo così male che non si capisce che lo adoro come personaggio, mi sa xD Il personaggio – come nel caso degli altri due protagonisti – è semplice, ma allo stesso tempo davvero vivo.
        Ah ah ah sì, infatti, come teoria affascina anche me… mi sarebbe piaciuto scrivere un’articolo di blog sulle elucubrazioni mentali che hanno portato lì, ma ho paura che poi qualcuno chiami la Neuro.😄 grazie comunque per l’appoggio😄

      4. Ahah ma no!😄
        Bhè, se mai impazzissi definitivamente e scriverai quell’articolo, io lo leggerò con molto interesse😛

      5. Eh eh, temo che lo farò! Ma dato che sono pignola prima devo fare una rilettura del romanzo, magari in inglese… perciò lascerò passare un po’ di tempo D:

  3. io AMO questa trilogia ^^ L’ho finita ieri notte e mi devo ancora riprendere dal finale🙂

    1. Già, il finale lascia veramente… sconvolti!
      Grazie mille per il commento e aver condiviso la tua esperienza con questa bellissima saga😀

  4. Ciao,
    sono finita da queste parti, se non mi sbaglio, Sabato pomeriggio. Ebbene, ieri sera ho finito la trilogia, e ho ordinato anche il prequel… non sto bene, lo so.
    Però era da tantissimo tempo che non leggevo un fantasy, soprattutto così ben scritto.
    Grazie del consiglio😉
    Bartimeus è un genio! (in tutti i sensi)
    Questo finale credo sia stato davvero il più adatto alla storia. Non so, però in un certo senso, ha rimesso tutto in equilibrio.

    Le vignette sono davvero carine ^.^

    1. Benvenuta! Wow, cosa dire, è bello sapere che una mia recensione ha aiutato a scoprire un bel libro… e che l’hai apprezzato così tanto! Ne sono felice! Anche io a breve credo che darò un’occhiata al prequel, se lo leggi prima magari fammi sapere se è all’altezza della trilogia😉
      E grazie mille dei complimenti😀

  5. Prequel
    Non male, come al solito i capitoli di Barty (:P) valgono il resto. L’unica parte che non mi è affatto piaciuta è verso la fine, l’ho trovata un po’ grottesca e insensata. Magari poi ne riparliamo.🙂

    1. Se ti è arrivata l’email dell’altro commento: scusami, sono un po’ rincretinita e non avevo capito bene a cosa ti stessi riferendo😛 “stamattina” (che poi è quasi mezzogiorno, alla faccia) non riesco proprio ad ingranare.
      ORa che riesco a capire di cosa stiamo parlando: sì, avevo letto molte “critiche” a questo libro. Io ancora non ho avuto modo di procurarmelo, ma lo farò presto… in fin dei conti, appunto, Bartimeus vale tutto un libro, penso😀

  6. Salve, sono finito qui per sbaglio, però mi piacciono i vostri commenti, anche se non avete citato Kitty, che secondo me è un personaggio splendido, a partire dalla sua forza di volontà, una “semplice comune” che arriva ad evocare un jiin, comunque mi pare di capire che qualcuno di voi ha letto L’Anello di Salomone, mi sapete dire qualcosa su questo libro, impressioni o critiche, dovrei comprarlo ma sono dubbioso..

    1. Mihaela ha letto questo libro, trovi la sua breve opinione poco sopra il tuo. A me ancora purtroppo manca, anche se conto di recuperare presto.
      Grazie per i complimenti, e sono d’accordo: anche se non l’ho approfondito, quello di Kitty è veramente un bel personaggio.

  7. Ma a parte Stroud mi sai consigliare libri..mmm simili, fantasy “non infantili”, mi hanno consigliato il mondo emerso o eragon…ma non credo mi possano piacere, mi sembrano infantili, cmq ti ringrazio per qualsiasi consiglio🙂

    1. Onestamente a me non hanno fatto impazzire né gli uni né gli altri. Il Mondo Emerso ha il pregio di essere scorrevole, ma manca di logica e coerenza di base necessarie a leggere un libro con un po’ di consapevolezza. Eragon, d’altra parte, secondo me non è nemmeno scorrevole.
      Ovviamente poi dipende dai gusti, ma ad esempio consiglio molto vivamente le cronache del ghiaccio e del fuoco. Ultimamente ha raggiunto molta fama grazie al telefilm che ne è stato tratto, ma merita al di là della commercializzazione che ne è stata fatta… la pecca più grande è che non è ancora conclusa e probabilmente passeranno anni prima di poter avere altri volumi.
      Oppure ho molto amato le cronache di dragonlance, di Margaret Weiss e Tracy Hickman… però l’ho letto a sedici/diciassette anni, perciò non so ad una lettura più attenta e matura se sia altrettanto apprezabile😀

      1. le cronache di dragonlance sembra interessante ho letto la trama, molto signore degli anelli, anche se il signore degli anelli è un mattone epico, (excalibur di Bernard cornwell è molto bello), cmq grazie😉

  8. I miei 5 cents.
    Jack Whyte, la saga di re Artù; Jacqueline Carey, la prima trilogia di Kushiel, la seconda non mi è piaciuta, sulla terza non saprei dare un’opinione perché non l’ho letta; Anne Robillard, la storia dei Cavalieri di Smeraldo, purtroppo in Italia ne hanno tradotti solo tre; Wibur Smith, la serie sull’antico Egitto, escludendo l’ultimo; Sergej Lukjanenko, I guardiani della Notte. Per ora mi vengono in mente questi.

    Il prequel della trilogia di Bartimeus, come ho detto prima, non è male. Ci sono alcuni elementi che non ho apprezzato, però le note di Bartimeus da sole valgono mezzo libro.😉

    1. Grazie mille per aver condiviso la tua opinione e aver consigliato altri libri…
      L’unico di quelli da te nominati che ho letto è “I guardiani della notte” di Luk’janenko, che mi è molto piaciuto e di cui prima o poi continuerò la saga… gli altri non li ho neanche mai sentiti nominare (si vede che ultimamente sto abbandonando il genere fantasy?). Ma grazie per il consiglio, credo proprio che alla prossima volta che desidererò leggere qualcosa di questo genere, utilizzerò la tua lista per decidere😛

      1. I guardiani della Notte è davvero bello, poi ho fatto l’errore di vedere il film…

        Tutto il resto sono ricordi delle superiori; all’epoca lessi talmente tato fantasy da farmi venire la nausea, infatti, per qualche anno non ho più toccato il genere finché non ho trovato Bartimaeus.
        Se trovi qualcosa che ti piace sarò contenta (faccina timida), sono tutti belli e decisamente non, e sottolineo non, infantili.😉

        Sul prequel tengo vaghe le mie opinioni, perché aspetto un confronto in campo aperto. Mannaggia a te, che mi hai fatta ricadere nella tentazione del fantasy!😛

  9. Grazie, hai commentato in modo sincero e mi hai incuriosito molto, penso di prendere quanto prima il libro…😉

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