Recensione libri: Lo Specchio di Dio, Andreas Eschbach

Se cliccate sull'immagine, verrete magicamente teletrasportati nella pagina aNobii riguardante il libro. Usate il teletrasporto con cautela, può dare assuefazione.

Ho dovuto aspettare un po’ per scrivere una recensione a questo libro, perché le sensazioni che mi ha lasciato sono state a dir poco discordanti. Ho dovuto leggere qualcos’altro, riordinare un po’ le idee, rifletterci un po’ su, per poter finalmente buttare giù una o due idee riguardo a questo libro.
L’idea principale che finalmente è venuta a galla dopo questa breve “pausa di riflessione”, è che, dopotutto, questo libro vale bene una lettura.
Ma andiamo con ordine.

La trama – o, quantomeno, la quarta di copertina – vuole che questa sia la storia del ritrovamento del corpo di un viaggiatore nel tempo. O meglio, il ritrovamento di uno scheletro di duemila anni prima… con accanto un manuale di una telecamera digitale di ultima generazione. Così ultima generazione che, addirittura, deve ancora uscire nel momento del ritrovamento. Ovviamente, quello che tutti, immediatamente, pensano, è che se qualcuno si è preso la briga di fare un viaggio di duemila anni con una telecamera, che cosa poteva avere di meglio da filmare se non la vita stessa di Gesù Cristo, alias il Messia, alias il Redentore e tutte quelle altre belle cosine?

Da appassionata quale sono di viaggi nel tempo ed interpretazioni poco canoniche sulla figura di Gesù, questo libro non ha potuto che incuriosirmi fin dalla prima lettura della trama. Purtroppo, essendomi creata delle aspettative forse un po’ troppo elevate, inizialmente è stata una delusione atroce. Anche se, come ho già detto, riflettendoci a lungo, sebbene questo libro non sia un capolavoro, penso veramente che meriti di essere letto.
Ma cerchiamo di essere precisi: in questo libro, a parte un fortuito viaggio nel tempo, non troverete una briciola di fantascienza, delusione numero uno. E neanche ardite considerazioni su Gesù Cristo, delusione numero due.
Questo libro, semplicemente, nasce dalla domanda: come credete che si comporterebbero le persone se venissero a conoscenza di una registrazione che mostra vivo e vegeto Gesù Cristo, redentore e salvatore e bla bla bla? Come reagireste voi? Questo libro si limita ad esplorare le sfumature di questi comportamenti.
Tra i personaggi, abbiamo l’archeologo un po’ fallito che vuole portare la verità al popolo, il milionario sull’orlo del fallimento che con i soldi può comprare tutto ma non gli basta, vuole fare l’affare del secolo vendendo il video al migliore offerente. C’è lo studentello ricco-ma-non-troppo che vuole dimostrare che una persona qualunque può battere un grande milionario, e lo scrittore di fantascienza che, nonostante abbia passato la sua vita a raccontare di viaggi nel tempo, fino all’ultimo si rifiuta categoricamente di credere in tutta questa storia. E meno male, visto che è l’unico che mantiene un po’ di razionalità in mezzo ad una marea di gente che, pur senza aver visto le prove materiali di questo fenomenale ritrovamento, ci credono fedelmente fin dal primo istante, alzando le lodi a Dio onnipotente e cavolate simili.
Persino la chiesa, che dovrebbe essere avvezza a prese in giro e truffe simili – quantomeno così fanno capire all’interno di questo libro – crede quasi subito. E ditemi, secondo voi cosa farebbe la chiesa di fronte alla innegabile prova dell’esistenza del Cristo e della sua reale aura di divinità? Cercherebbe di appropriarsene per mandarlo in mondovisione annunciano “Avevamo ragione noi! E voi avevate torto! Buffoni!”, insieme ad una bella pernacchia verso le altre, gelosissime, religioni? Secondo Eschbach, no. Perché neanche un vero Dio potrebbe reggere il confronto con il mito creato dalla chiesa. Quindi, mandato in campo un discendente degli inquisitori (impersonificato da un siciliano dalle parentele mafiose, cosa che mi rifiuto persino di commentare), fanno di tutto per manipolare, catturare, sotterrare, distruggere, ricattare e minacciare qualsiasi prova o persona a conoscenza di questa storia. Senza ucciderli del tutto, però, perché altrimenti sarebbe stato troppo facile, eh. Perché alla fine questo libro si limita ad essere un precursore dei thriller che devono avere una qualsiasi scusa per avercela contro la chiesa. E, ovviamente, la chiesa alla fine deve perdere. Il che può anche andare bene, ma quando tutto ciò avviene in un modo poco plausibile – come in questo libro – un po’ mi scoccia.

In ogni caso, la trama del libro è ben delineata e i personaggi, nonostante non siano particolarmente realistici, si muovono in maniera plausibile – quasi sempre, almeno – in questa gara a chi deve recuperare prima il tesoro nascosto.
La storia, nonostante tutto, è interessante e affascinante – specialmente, appassiona il vedere come reagiscono i diversi tipi di persone, e come si comportano di fronte a questa scoperta. Il finale, nel suo semplice buonismo, è soddisfacente, e, in un modo un po’ forzato, da senso a tutti i dubbi e soddisfa tutte le curiosità.
Solo, un’ultima cosa, che mi duole ammettere, visto che bene o male questo libro lo consiglio.
Questo romanzo, semplicemente, è scritto poco bene. Per non dire proprio male. In un modo che a me da sui nervi. Per qualcuno probabilmente questo stile, se vogliamo chiamarlo così, non viene neanche notato, ma a me ha dato sui nervi. Per farvi capire, vi riporto l’incipit, esemplare nel suo orrore:

L’aspettava, fin da quando sapeva che un giorno sarebbe diventato celebre. Non aveva previsto di vederla arrivare con tanto anticipo, tuttavia non ne fu stupito.
Dapprima apparve solamente la nuvola di polvere. In lontananza. Se ne accorse conn la coda dell’occhio, poi guardò più in alto. Rimuginò su quello che aveva visto. Il nervosismo dovuto all’impazienza gli aveva giocato un tiro mancino. Probabilmente era così. Tutti i veicoli sollevavano simili nuvole di polvere, quando percorrevano la pista di ciottoli che si estendeva circa un miglio a sud-ovest del campo. Poteva essere soltanto un camion che si recava nel paese vicino. Probabilmente. Non era importante. Non era ciò che aspettava.

Quando l’ho letto, il mio pensiero è stato: Ooooolèèè, e che è, la fiera delle frasi mozze e dei punti aggratis? E tutto, dico tutto, il libro è scritto così. Con frasi smozzacate, di due o tre parole, che si succedono senza darti quasi tregua. Stressante.

Ma nonostante tutto, mi ripeto: un libro che, tenendo presente che non sarà rivoluzionario o sconcertante, vale la pena di essere letto.
Quantomeno col senno di poi, io ne sono soddisfatta.

17 Risposte

  1. ma cosa intendi con viaggio nel tempo fortuito? la presenza delle frasi smozzicate potrebbe essere stato causato da problemi nella traduzione?magari nella lingua d’origine ci stavano e nella nostra risultano stressanti😄

    1. Mah, non lo so, non avendo letto molti libri contemporanei tedeschi non so dire, so che secondo le mie abitudini letterarie frasi di tre parole mi rompono le palle @_@ poi non credo che ti cambiano la punteggiatura nella traduzione, eh. Al massimo può essere che in Germania non da fastidio questo stile.
      Viaggio nel tempo fortuito perché il tizio si ritrova catapultato nell’anno 0 o quel che è per sbaglio, durante una gita in palestina, entra in una stanza antica con tutti gli altri visitatori, rimane indietro perché incantato a fissare le opere d’arte, e quando esce si ritrova nai tempi di Gesù. Che culo, eh😄

  2. ricorda molto la puntata di che ho visto con capitan jack😄 penso che comunque un minimo di riadattamento vengo fatto quando si fa la traduzione di un testo!

    1. Mah, non lo so… immagino dipenda anche dal traduttore o dalle direttive della casa editrice. PErò dubito fortemente che, a meno che il traduttore non sia un idiota, facciano dei cambiamenti così radicali nella trasposizione da una lingua ad un’altra. se le frasi sono così corte in italiano, al 99% direi che lo erano anche in tedesco. Anche perché, obbiettivamente, non ha senso un passaggio del genere… magari magari al contrario. Ma così non avrebbe proprio senso.

  3. All’inizio della tua recensione pensavo di doverlo proprio leggere. Ora non ne sono più tanto convinto. Anzi penso proprio di no. L’idea di base affascina anche me, ma se lo sviluppo è quello che dici, non mi pare valga la pena. La punteggiatura serrata a volte è utile. Io, per esempio, la uso molto nel thriller “Ansia assassina” dove devo rendere un ritmo sincopato. Tutt’altro in romanzi di altro genere, più riflessivi.

    1. Invece di mollare, perché non prendere la recensione di Crisalis come spunto per la lettura? Ci darà le stesse impressioni o troveremo qualcosa in più tra le righe? Leggiamo il libro e poi confrontiamoci🙂

      1. @Orastoleggendo, se davvero lo fai, aspetto curiosa le tue impressioni e la tua recensione, eh😉 sarebbe un confronto interessante😀

    2. @Carlo Menzinger Per l’appunto, la punteggiatura serrata, come la chiami tu, è adatta a tutt’altro genere di libro. E comunque, secondo me, non ad un libro intero, ma a dei momenti in cui si vuole esprimere qualcosa di rapido, di forte, di emozionante.
      Comunque mi dispiace di averti fatto cambiare idea😛 perché ripeto, anche se l’ho dovuto distruggere (oggettivamente, anche se in fin dei conti mi è piaciuto, è un libro con numerosi difetti e non me la sentivo affatto di escluderli in una recensione, facendo pensare a chi magari si incuriosiva al libro di avere di fronte un capolavoro), è un libro che, bene o male, merita di essere letto. La storia, principalmente, è interessante e tessuta bene, ed è affascinante vedere come Eschbach fa reagire i diversi personaggi di fronte ad una scoperta così…. inverosimile. Certo, non è il massimo per i punti che ho già esplicato a dovere, ma secondo me se se ne ha l’opportunità è interessante da leggere ^_^

  4. Brava, fondiamo un comitato contro le frasette brevissime nei romanzi! Chi lo avrà insegnato agli scrittori che sono utili per aumentare il pathos o che fanno figo?? Sono faticosissime da leggere!

    1. Ecco, qualcuno che mi capisce😄

  5. Per quanto riguarda il tuo ultimo commento sullo stile, bisognerebbe leggere la versione in lingua originale: il tedesco di solito non è così ricco di frasi brevi e smozzicate! Proprio oggi ho chiesto ad Eschenbach se mi permette di tradurre un paio di cosette dal suo sito: usa un linguaggio corretto…
    L’idea iniziale su cui si basa il libro, comunque, la trovo molto originale.

    1. Mah, sì, certo bisognerebbe dare un’occhiata all’originale, ma, come ho già detto, trovo che sia alquanto improbabile che nella traduzione vengano aggiunti così tanti punti. Posso capire come nella traduzione ci possono essere errori e/o sfumature differenti, però addirittura “accorciare” in questo modo la maggior parte delle frasi di un libro sarebbe indice di un lavoro veramente da macellai.
      Oltretutto, bisogna ricordarsi che scrivere un blog non è come scrivere un libro, e non è detto che il metodo di scrittura sia lo stesso, specialmente se l’autore ha fatto una specifica scelta letteraria utilizzando uno stile che, come abbiamo detto sopra, magari vuole comunicare un ritmo veloce, da batticuore.
      Comunque come già detto concordo sull’idea. Molto interessante, soprattutto, e merita davvero di essere approfondita.

      1. Mi sono posta il problema perchè anche io quando traduco dal tedesco ho delle difficoltà: loro con una parola ne condensano anche 3 o 4 delle nostre: aiuto!!

      2. Eheh, questo è uno dei grandi problemi della nostra lingua, no? Anche traducendo dall’inglese, ci si ritrova ad utilizzare tre o quattro parole per rendere in italiano lo stesso concetto che loro trasmettevano efficacemente anche con l’utilizzo di una sola parola. La tragedia di avere una lingua così piena di parole e sfumature come la nostra, credo… ma che io adoro proprio per questo motivo😛
        Questo a parte, è proprio per questo motivo che mi sembra più probabile il contrario: che Eschenbach scrivesse “compresso” e, nella traduzione in italiano, le sue frasi venivano ampliate e allargate impunemente. Che invece abbia scritto frasi di durata normale e che sono state “scorciate” in italiano, continua a sembrarmi improbabile…. possibile, per carità, ma improbabile😄
        Poi non ci dimentichiamo che può anche essere un’impressione fastidiosa che da unicamente a me, qualche altro tipo di lettore può magari neanche rendersi conto delle frasi corte e serrate e godersi normalmente la lettura. Sono io che magari mi fisso con certi dettagli e basta😛

      3. Sai, le frasi brevi, troppo brevi, alla lunga stancano anche me. E’ un difetto che ho riscontrato anche su COME SI DICE ADDIO, della Federica Manzon, che ho appena finito di leggere. Come in tutto quanto, ci vuole equilibrio! Pensare che nell’ottocento gli scrittori consideravano un punto di prestigio quello di scrivere le frasi più lunghe possibili…

      4. E io sono perfettamente d’accordo! Devo dire che preferisco di gran lunga le frasi prolisse e arzigogolate a quelle corte e compatte. Ma dopotutto sono una fan di Saramago, pertanto dovevo forzatamente apprezzare i periodi infiniti😛

  6. Io l’ho trovato un libro molto interessante, che affronta alcuni temi “delicati” (i viaggi nel tempo, la Fede, Gesù) in modo non banale, sviluppandoli abbastanza bene anche se inevitabilmente in maniera un pò approssimativa (per farli rientrare in un libro di 500 pagine)…scade un pò nell’ovvietà nelle scene d’azione, però lo scrittore è sicuramente abile ad evitare un finale scontato e anzi lasciandolo aperto a divere interpretazioni…certo, per uno che scrive di Gesù quindi avrà fatto un’adeguata ricerca bibliografica, cadere in quello che è un errore dei più banali (ovvero quello sul dogma dell’Immacolata Concezione) fa storcere un pò la bocca…ma solo un pò..

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: