Recensione libri: Flashforward – avanti nel tempo, Robert J. Sawyer

Classica copertina port-telefilm in cui ti piazzano le immagini del telefilm. Bleah. I grafici sono sempre di un'originalità....

Forse qualcuno ha sentito nominare o ha visto la “fortunata” serie televisiva “di successo” ispirata a questo libro. Ha avuto così tanto successo da essere cancellata dopo una sola stagione ma vabbé, cose che capitano.
In ogni caso, il libro è molto diverso e decisamente più interessante della controparte televisiva.
Sawyer, come ci spiega nella prefazione al libro, ha cominciato a scrivere questo interessante romanzo partendo da una domanda: esiste veramente il libero arbitrio? Per rispondere a questa questione, sviluppa una trama ed un susseguirsi di elementi ed avvenimenti interessanti e appassionanti.
Ambientato nel 2009, Flashforward – Avanti nel tempo ci racconta del momento dell’accensione dell’LHC al CERN di Ginevra. Per qualche motivo inizialmente sconosciuto, l’intera popolazione mondiale viene catapultata avanti di una ventina di anni, vivendo due minuti nel proprio futuro.
C’è chi non ha avuto una visione e scopre quindi che in quel futuro sarebbe morto, chi ha avuto una visione in cui scopre di essere vivo e stare ancora bene, chi ha avuto delle visioni illuminanti e chi ha avuto delle visioni in cui scopre chiaramente di non essere riuscito a realizzare i propri sogni e quindi decide di non farcela ad andare avanti con questa consapevolezza.
Man mano che andiamo avanti, le teorie si susseguono, le domande si fanno sempre più pressanti, e ogni scienziato dice la sua: chi sostiene che il futuro che è stato visto è immutabile, chi è convinto che è una visione di un futuro in cui non era avvenuta la visione collettiva e che quindi non è più lo stesso futuro che vivranno loro, chi sostiene che, in ogni caso, si può cambiare. Miliardi di persone in tutto il mondo, quindi, si ritrovano a lottare contro la consapevolezza acquisita da questa visione.
Insomma, un libro veramente molto interessante, che rilassa, intrattiene ma porta anche a fermarsi e riflettere, a cercare la propria teoria, e, comunque, a sorridere di fronte a quelle degli scienziati.
Solo due cose mi hanno lasciata perplessa in questo romanzo ben fatto.
La prima, è che a pagina 93 possiamo leggere:

Papa Benedetto XVI ha annunciato un intenso programma di visite internazionali […]

Eh? Adesso, a meno che lo stesso Sawyer non abbia avuto un Flashforward, mi risulta abbastanza difficile da credere che nel 1999 lo scrittore non solo abbia immaginato che l’attuale papa di allora sarebbe morto nei successivi dieci anni, ma che anche abbia saputo il nome che sarebbe stato scelto dal papa successivo. Quindi la soluzione mi sembra solamente una: che nell’ultima traduzione il nome del papa sia stato cambiato in modo da essere quello del vero papa attuale. C’è per caso qualcuno che può confermarmelo, che abbia letto la versione originale o ha una traduzione antecedente al 2005? Certo, può anche essere una fantastica coincidenza, però bah…. se è come credo io, me ne chiedo sinceramente il motivo. Che assurdità. La prossima mossa quale sarà, che se la regina Elisabetta II non muore nel 2017, come annunciato nel Flashforward, ma prima o dopo, anche questa parte verrà cambiata? E così via? Bah…
[Nota a fine giornata (siccome mi siddia cambiare tutto, preferisco passare per scema): facendo un’ulteriore ricerca sul web, è venuto fuori che effettivamente Sawyer aveva scritto nel 1999 che il papa successivo si sarebbe chiamato Benedetto XVI. Ora comincio a credere che lo scrittore abbia realmente vissuto un cronolampo. Wow.]

La seconda cosa che non mi convince è il secondo Flashforward, l’unico motivo che mi ha impedito di farmi piacere del tutto questo libro. La seconda visione scade, per me, nella fantascienza più banale e scontata, per non ire proprio brutta. Avrei decisamente preferito qualche cosa di più realistico, perché questo finale va ad intaccare notevolmente l’aura di semi-realismo che questo libro di fantascienza era riuscito, nonostante tutto, a comunicare.
Ciò nonostante, consiglio a tutti questo interessante libro di fantascienza. Anche se avete visto il telefilm, o forse soprattutto se l’avete visto, dategli una bella occhiata: ne vale la pena, ed è molto più interessante e realistico del telefilm stesso.

Con gli affettuosi saluti di Lloyd Simcoe, personaggio sia del telefilm che del libro, anche se non c'entrano un cavolo l'uno con l'altro. Ah, e sapete come si chiama sua sorella? Dolly. Lloyd e Dolly. No comment.

6 Risposte

  1. secondo me l’autore ha recuperato il libro dei morti e si è messo a fare sto libro😄 Lloyd e Dolly?ma stiamo scherzando?0_o

    1. Io mi sentivo presa per il culo xD al posto dei due avrei bruciato i genitori xD

  2. ciao, ho l’abitudine di curiosare nei blog delle persone che mi “likano” gli articoli. così sono capitato qui: bel blog!

    1. Bé, benvenuto, allora, spero che troverai il blog confortevole e di tuo gradimento😉

  3. Però! Quella di Ratzy è una gran bella coincidenza. O non lo è?😄
    Bella recensione, mi ha incuriosita e quindi…. altro libro da aggiungere a una già numerosa lista! Sono senza speranze…😛

    1. Chi lo sa…. lo scrittore dice che è stato un semplice ragionamento logico, ma a me sembra veramente… fantascienza!😄 sempre felice quando ti faccio aggiungere lìbri nuovi alla lista, lo sai😛

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