Recensione libri: La fine dell’Eternità, Isaac Asimov

Andrew Harlan salì a bordo del cronoscafo, una struttura perfettamente sferica inserita in una gabbia verticale di aste regolarmente distanziate che parevano scintillare in una invisibile nebbia, a circa due metri dalla sua testa. Harlan regolò i comandi e spostò la leva di partenza.
Il cronoscafo non si mosse.
Harlan non si era aspettato che il cronoscafo si muovesse; non si era aspettato alcun tipo di movimento, né in alto né in basso, né a destra né a sinistra, né avanti né indietro. Tuttavia gli spazi tra le aste si erano sciolti in una oscurità grigia, solida al tatto eppure immateriale. E c’era un senso di movimento nel suo stomaco, un debole accenno di vertigine (psicosomatica?), piccoli elementi che gli dicevano come tutto ciò che il cronoscafo conteneva, lui compreso, stesse filando in avanti nel tempo, attraverso l’Eternità.

Così Asimov da inizio alle danze in questo libro che, sostanzialmente, parla di viaggi nel tempo, Realtà diverse e paradossi.
Quando ho iniziato questa opera, non avevo la più pallida idea di quale fosse il suo argomento. Era un romanzo di Asimov, e tanto mi bastava per desiderare leggerlo (quanti sono gli autori che possono dire di garantire con il solo nome una lettura fenomenale?). Poi ho iniziato la lettura… e, nel giro di poche righe, ero già immersa fino al collo in questo possibile mondo futuristico basato su un solo, grandissimo, paradosso circolare.
In questo libro, come in molti altri, Asimov immagina un possibile futuro dell’umanità. Ma è un futuro diametricalmente opposto a quelli esplorati fino a questo momento nelle sue altre opere. In questo futuro, infatti, non è stato mai scoperto il segreto dei viaggi interstellari (anzi, dopo esperimenti fallimentari vengono ripetutamente cancellati dal tempo, poiché considerati dannosi e inutili), ma è stato invece sviluppato un meccanismo incredibile che permette i viaggi nel tempo, in tutte le epoche a partire da quando è stato sviluppato nella sua completezza.
In seguito a questa scoperta, è stata fondata l’Eternità, una società fatta da uomini che decidono, dopo accurati ed estenuanti studi, di modificare qua e là le varie Realtà, così da ottenere un bene maggiore per il più grande numero di persone. Insomma, se scoppia una guerra, fanno dei calcoli accuratissimi e minuziosi, e provocano il Minimo Mutamento Necessario a fare sì che la causa che fa scoppiare la guerra non si verifichi mai. Oltretutto, come già detto, di volta in volta cancellano gli esperimenti degli uomnini per viaggiare nello spazio, perché ogni qual volta gli uomini hanno provato a viaggiare nello spazio non sono mai riusciti a realizzare il salto interstellare, causando così solo dolori e morte.
Gli Eterni – così vengono chiamati gli operatori che, una volta sottratti al fluire del Tempo, vengono messi a lavorare affinché questa perfetta società possa funzionare – hanno una base in ogni secolo, per migliaia di secoli, fino all’Eternità, per l’appunto. Per qualche motivo che nessuno conosce, però, non riescono a scoprire cosa si trova oltre il 70.000° secolo. Sanno che il mondo esiste ancora, ma non in quali condizioni, possono raggiungere le diverse basi in ogni secolo, ma è come se non riuscissero a sollevare il velo che gli permette di scoprire cosa c’è in quel mondo e cosa vi succede, al punto che arrivano a credere che l’uomo si sia estinto, pur non conoscendone il motivo esatto.
Questi sono i presupposti dell’intera opera, e qui mi fermo prima di spoilerare tutto il mondo affascinante che si crea da queste premesse.

Questo libro è, semplicemente, un capolavoro sui viaggi nel tempo. Chiunque è anche solamente affascinato dall’argomento dovrebbe averlo nella sua libreria (o nella sua biblioteca virtuale).

Al Dottore piace questo libro. Ma sono abbastanza sicura che odierebbe gli Eterni, con i loro tentatii di impedire l'evoluzione e l'espansione della razza umana.

Asimov, come sempre, riesce a catturare, quasi con violenza, fin dalla prima pagina, trascinando il lettore senza possibilità di diniego nelle spire delle sue intricate e meravigliose storie. I personaggi non brilleranno forse di quella bellezza che molti lettori cercano nei libri (non sono semplici, non hanno l’aria di essere “vecchi amici ritrovati dopo tanto tempo”, non sono inclini a scoppi umorali ogni tre per due – almeno non fino alla fine, non ci possiamo immedesimare in loro al 100%… e, diamine, sono bellissimi proprio per questo motivo), ma la storia è, semplicemente, intensa. Non c’è modo di staccarsi. Gli avvenimenti si susseguono ad un ritmo serrato, con colpi di scena notevoli (non so gli altri, ma io per la maggior parte non li avevo minimamente intuiti) che ti lasciano col fiato sospeso dalla prima all’ultima pagina. Anzi, proprio all’ultima riga. E sono ben pochi i libri che possono garantire un finale a cui si è arrivati nel modo giusto, al momento giusto, senza inutili digressioni e audaci sproloqui, senza che ci sia una sola parola di troppo, senza che ti lasci neanche con la voglia di leggerne ancora. Finisce perfettamente, senza possibilità di rinvio.
Oltretutto Asimov possiede questa capacità di presentare società assolutamente inimmaginabili e sconosciute un po’ come se stesse parlando del supermarket sotto casa e, anche quando comincia a fornire informazioni abbondanti necessarie per far capire ai lettori esattamente di cosa sta parlando, non annoia né sembra inopportuno, ma anzi appassiona ed interessa. Ma in fin dei conti non è un motivo di cui stupirsi, questo, visto che è stato capace di rendere interessante persino il suo “Libro di Fisica”.

Un libro che non annoia, che coinvolge, che fa rimanere in tensione e fa sorridere fino all’ultimo.
Un libro da leggere, da gustare e da amare.

3 Risposte

  1. Decisamente esce fuori dai canoni di Asimov! Sembra proprio molto interessante!ma viene fatta una descrizione sulla macchina adoperata per questi viaggi?

    1. E’ il cronoscafo, quello descritto nelle righe che ho citato all’inizio😛 non è il TARDIS, mi dispiace😄

  2. peccato speravo somigliasse alla blue box😄

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