Ancora su 22/11/’63 – risposte del traduttore

Grazie a quel fenomenale strumento fornito da aNobii per il confronto – e anche alla gentile disponibilità di Wu Ming 1, questa gliela devo riconoscere nonostante i miei sentimenti più o meno favorevoli nei suoi confronti – ho potuto fare alcune delle domande che mi avevano perplesso riguardo la traduzione. Ad essere onesti, per la maggior parte le risposte non mi hanno convinto, e continuo ad avere delle remore al riguardo, ma già il fatto di sapere che c’è un motivo ben preciso per cui è stata scelta una parola, e non è la prima parola che è venuta in mente al traduttore, è di grande conforto. Quindi ho deciso di pubblicarlo anche su questo blog, visto che non mi pare esattamente giusto lanciare accuse senza che qualcuno, magari, possa leggere le appropriate risposte.

Comunque, le domande che gli avevo posto sono:

– la panza.
– la mammella.
– lo gnomo. Qui è più che altro una curiosità tecnica. La frase è “Assomigliava ad uno gnomo di Tolkien”. Ora, a quanto mi risulta, Tolkien non parla mai di gnomi. O forse sbaglio? [nota: nella discussione sul topic con altri utenti siamo giunti alla conclusione che sì, esistono gli gnomi in Tolkien, ma comunque resta una scelta che incuriosisce visto che è non è tra le razze più usate dall’autore, e quindi può creare di questi dubbi più o meno legittimi] Non nel signore degli anelli, non ne lo hobbit e non nel silmarillion. Lo gnomo non c’è. E’ forse presente in altri racconti (purtroppo sono un’ignorante su tutto il resto, lo ammetto tranquillamente)? O comunque è un errore di King? Oppure magari in inglese è sempre stata presenta la parola gnomo, magari sempre tradotta erroneamente in italiano con nano? O forse si temeva che dire lo hobbit sarebbe risultato incomprensibile ai più?
– la franza. Anche qui praticamente una curiosità tecnica. Nella vilastroca “Charlie Chaplin è andato in Franza /per saper come si danza”… Adesso, supponendo che si intendeva la Francia (giusto? Potrei anche sbagliare alla base. In quel caso chiedo venia), perché la parola è stata così “deturpata”? Lo era anche nell’originale? E se sì, posso sapere esattamente come?

Aggiungiamo anche altre perplessità già sfoderate da altri utenti prima di me: perché l’autostrada viene detta “un chilometro al minuto” (che è evidentemente poco, e ci si chiede se non sia una traduzione a dir poco approssimativa da “un miglio al minuto”), e perché l’originale “sesto piano” diventa “quinto piano” in italiano.
Passo quindi la parola a Wu Ming, riportando l’intervento pressoché integrale, con dei piccoli commenti personali tra parentesi quadre – sia in questo che nel successivo ho tagliato solo piccole parti che col resto non c’entravano nulla.

Provo a rispondere in ordine sparso:

Le “mammelle” di George de Mohrenschildt
Nell’originale, King scrive proprio “fatty breasts hung on old muscle“. Vuole proprio dare l’idea di tette maschili, di mollezza, di carne cascante. Il riferimento ai “vecchi muscoli” che stanno sotto connota de Mohrenschildt come persona un tempo scattante e vigorosa ma oggi persa in una vita di deboscia. Se l’immagine risulta fastidiosa, va bene, perché è l’effetto che King vuole dare nell’originale.
Guardando la foto di de Mohrenschildt, Jake si era già soffermato sulle sue labbra, c’è qualcosa di sottilmente, obliquamente “femminile” in de Mohrenschildt, o almeno c’è agli occhi di Jake. [nota: OK, ironicamente dopo questo intervento fa suonare bene le “mammelle” per George (anche se continuo a tro0varlo un termine quantomeno azzardato), ma continua a sembrarmi totalmente fuori posto nel caso di Sadie, che non è stato minimamente commentato. Le “mammelle che si muovono sotto la camicetta”, continuano a farmi venire i brividi]

Uso della parola “panza”
L’ho fatto per ottenere un abbassamento di registro, che portasse l’immagine su un piano più popolano e grottesco. Può piacere o meno, ma devo dire che, anche rileggendo, mi convince. King ricorre spesso a espressioni ultra-popolari, grezze, da bifolchi. In italiano si può ottenere un effetto simile con qualche accorgimento qui e là. Se poi non piace, de gustibus non disputandum.
Domanda: la parola ha dato fastidio ad altri? [Mah. Secondo me fare abbassare il registro con una sola parola ogni cento pagine non funziona molto, finisce solo col creare disagio. Come ho già detto nel post precedente, se questo registro fosse usato più spesso non ci si troverebbe “sorpresi”, per così dire, quando improvvisamente ce lo troiamo di fronte. Ma invece con un panza e un cazzo di tanto in tanto, non si abbassa il registro, ma, per quanto mi riguarda, la soglia di attenzione del lettore]

“Franza” al posto di “Francia”
“Franza” è un arcaismo, italiano antico (si veda il proverbio “Franza o Spagna, purché se magna”), l’ho usato per riprodurre in italiano la rima France / dance dell’originale. Stiamo parlando di una filastrocca, anche nell’originale conteneva parole storpiate (“Charlie Chaplain”), ed è piuttosto frequente che le filastrocche contengano termini aulici, desueti (es. “lavanderina”). [Mah, sì, ma per una bambina sgorbiare il nome di Charlie Chaplin è quasi normale. Dire “Franza”, che è un arcaismo, mi sembra meno probabile]

Tolkien, gnomo, nano
Ecco, questo è un intervento degli editor di cui non mi ero accorto in sede di rilettura. Non essendomene accorto, non l’ho segnalato per farlo correggere. Ovviamente, io avevo tradotto “dwarf” con “nano” (ho appena verificato nel mio file). Con tutto il lavoro su Tolkien che ha fatto il mio collettivo (o meglio, Wu Ming 4, ma socializzando sempre tutto con noi)… Sinceramente, non ho proprio idea del perché ci abbiano messo “gnomo”. Segnalo la cosa via e-mail.

Quinto o sesto piano?
Come ha già spiegato Gio, quello che negli USA chiamano “sixth floor”, da noi è il quinto piano.

“1 Km. al minuto” e miglio/chilometro
“1 km al minuto” non è la velocità a cui viaggia Jake in auto, è il soprannome della strada su cui viaggia (la cosa è spiegata la prima volta in cui Jake menziona il soprannome). Nell’originale era “1 Mile a Minute highway”, tra le norme redazionali di Sperling & Kupfer c’è la resa approssimata delle misure americane nel sistema decimale. Questo non è avvenuto solo in questo libro, ma anche negli altri libri di King pubblicati da SK. Non dipende da me.

A questo punto, era lecito chiedere: ma gli editor lavorano a casaccio, fregandosene di quanto fatto dal traduttore e dalla versione orgiginale? Fortunatamente, Wu Ming è stato celere e cortese nel rispondere pure a questo interrogativo.

no, gli editor non fanno come pare a loro, e aggiungo che quelli con cui ho lavorato finora a Sperling & Kupfer sono davvero molto bravi. Solo che certe scelte non dipendono nemmeno da loro, ogni grande casa editrice ha precise norme redazionali da rispettare.

Per dare un’idea di quanto tali norme possano essere prescrittive e scendere anche nei minimi dettagli, Sperling & Kupfer non permette di scrivere “ad esempio”, tutte le occorrenze vanno uniformate in “per esempio”. Ancora: Sperling & Kupfer non usa “insieme a”, ma “insieme con”. Etc. etc.

Chiaramente, è consentita elasticità, se l’applicazione di una norma produce un effetto sgradevole o inquina il senso di un passaggio. Però il lavoro su un libro di King, come ho cercato di spiegare nell’altro thread, ormai è diventato una faccenda complicatissima e molto faticosa, e quindi non sempre si ha la prontezza di riflessi etc.

Ad ogni modo, funziona così: io divido preventivamente la traduzione in diverse tranches. 22/11/’63 era un enorme cumulo di 1200 fogli A4. Nell’arco di dieci mesi di lavoro, ho consegnato la traduzione in tranches da 300 fogli circa. Mentre io proseguivo, gli editor leggevano il già tradotto e, dopo un po’, mi rispedivano il file con le loro annotazioni e proposte. Io rileggevo, facevo le mie contro-annotazioni
e contro-proposte, e rispedivo.

A complicare il tutto, nel frattempo King continuava a rivedere il testo, e quindi a un certo punto ne è arrivata una versione aggiornata. Fatica doppia per gli editor, che hanno dovuto rileggere tutto il già tradotto, segnarsi differenze, e spedirmi una lista di proposte di traduzione, a cui è seguita la mia lista di contro-proposte etc.

In questo vortice e con tutta la fatica che abbiamo fatto, è un miracolo che finora le sviste siano così poche e riguardino piccoli dettagli qui e là.

Dunque. Come evidenziato, a me le perplessità sulla scelta dei termini resta, ma può benissimo essere che, a questo punto, sia una mera questione di gusti personali. Non aggiungerò niente e neanche andrò nuovamente a polemizzare nel topic a Wu Ming, perché, nonostante i commenti che vi ho fatto qui, le trovo delle risposte soddisfacenti, e andare a tergiversare per ore sulla sfumatura di una diversa parola o su sottigliezze simili, mi annoia e mi apre inutile. Semplicemente, qui, ho voluto esprimere un’ultima opinione al riguardo, permettendomi di dilungarmi perché si tratta del mio blog, ma mi annoia discutere oltre. Credo di aver contestato e argomentato già abbastanza. Oltretutto, ritengo queste risposte molto interessanti per chiunque sia incuriosito dai meccanismi dell’editoria e della traduzione e non ne sapeva una cippa – come me, ad esempio.

5 Risposte

  1. non pensavo che sarebbe stato così esaustivo nelle risposte!certo che se gli editor e la casa editrice mettono tutti sti paletti il lavoro del traduttore è massacrante e quasi impossibile!dovrebbero essere un pò più elastici, perchè di questo passo si arriverà alla completa contaminazione del testo originale!

  2. Infatti, è quello che mi ha lasciata decisamente perplessa, specie per tutti i veti che impone la casa editrice… assurdo! Comunque sì, se devo essere onesta neanche io mi aspettavo risposte così gentili ed esaurienti😀 è stato davvero gentile, mi ha fatto piacere vederlo così disposto al dialogo e al confronto.

  3. Concordo nel dire che Wu Ming è sempre molt disponibile… Sin dalla notizia della sostituzione di Tullio Dobner si è presentato, ha risposto a tutti con molta educazione e gentilezza, anche quando gli venivano mosse delle critiche poco educate.
    Per il resto, ritengo sia davvero assurdo che una casa editrice imponga determinate cose…

    1. Decisamente… cosa che si potrebbe anche accettare se fossero fattori di importanza relativa per la traduzione, oppure se fossero cose giuste ai fini sempre della traduzione… ma, non so se hai seguito la discussione su aNobii, apparentemente la casa editrice s’impunta su piccole assurdità che finiscono con il danneggiare l’opera… ad esempio, il fatto che tendono a togliere i riferimenti alla cultura americana che da noi non possono essere compresi al 100%… una pratica, secondo me, disgustosa e assurda, specie in questi tempi di globalizzazione dove per scoprire qualcosa di sconosciuto si impiegano sì e no cinque secondi.

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