Lo Scarabocchiando del giovedì #31: Cambiamenti
Oggi non avevo molta voglia di disegnare, e infatti la mano non ne voleva sapere di collaborare. PEr non parlare della mente: ci ho messo ore a capire che cosa avrei dovuto disegnare oggi.
Alla fine, sforzandomi disperatamente ce l’ho fatta, anche se il risultato non è dei migliori (e quando mai lo è? Ok, scusatemi, momento di depressione da incapacità cronica).
Comunque, a voi.
Ovviamente, comunque, alla fine il gioco l’ho preso.
Anche se non vuole saperne di prtire sul mio pc, grrr.
Lo Scarabocchiando del giovedì #30: cinquanta sfumature di irritazione
Eh, sì, alla fine ne parlo anche io.
Mi sa che in quest’estate e fine estate è praticamente impossibile scampare a questo tormentone… e ci caschiamo tutti con tutto il cuore (ovviamente intendo che caschiamo nella trappola del parlare e quindi pubblicizzare ‘sta roba… non certo che mi sono innamorata del libro).
Piccolo dettaglio: è vero che sta passando la pubblicità in tv di ‘sta roba (no comment), ma, per questioni di spazio, l’ho fusa con la sconvolgente copertina di Panorama, che, nel caso ve la foste persa, potete trovare qui.
Io sono sull’orlo della depressione per il processo pubblicitario che hanno messo in atto per far vendere questa roba. E’ qualcosa che, lo ammetto, mi confonde e mi sconvolge.
Ma ne parlerò a tempo debito, perché sì, lo confesso: alla fine anche io ho deciso di leggerlo. Per due semplici motivi: il primo è che sono sempre stata dell’opinione che per criticare un fenomeno sociale ti ci devi addentrare e cercare di conoscerlo. Il secondo è che… bhè, dai, è come sparare sulla crocerossa. L’idea di leggere qualcosa su cui sai di poter fare una recensione distruttiva ha un suo fascino perverso.
PS: visto che forse non è chiaro: non un soldo del mio portafogli entrerà nelle tasche della cara E. L. James. Ovviamente la scena in cui lo acquisto è solamente una dimostrazione di quello che vorrei fare, non di qualcosa che ho effettivamente fatto. Anche perché sarei davvero da ricovero, altrimenti!
Lo Scarabocchiando del giovedì #26: Vacanze ad Erice – parte prima
E sono tornata! La vacanza è durata un po’ più del previsto, ma ci siamo divertiti un sacco.
E quindi, ora, di dovere, le vignette su queste vacanze! saranno un bel po’ e visto che dubito di riuscire a metterne più di tre per settimana andrà a finire che ci accompagneranno fino a Natale… cercherò di mettere qualcosa di più, prometto! Ma ormai sappiamo tutti che non riesco veramente a mettere su tanta roba quanta vorrei. Sigh. Forza di volontà del cavolo. Comunque, ecco le perle dei primi giorni.
E poi dicono che è sempre colpa nostra! Tzè!
Questa è, in verità, incommentabile.
Questa scena andava in onda ogni singola volta che salivamo o scendevamo da Erice. Cioè, specie i primi giorni, almeno due volte al giorno. ARGH!
Alla prossima settimana (io ci provo a fare qualcosa prima, ma non garantisco nulla) con altre idiozie da queste due settimane ad Erice!
Lo Scarabocchiando del giovedì #25: Pillole da un matrimonio!
La prossima settimana non ci sarò, e forse neanche la successiva. Quindi, oggi, un post bello intenso – che mi ha fatto impazzire non poco per disegnarlo tutto.
Ebbene, lunedì si sono sposati due amici (condoglianze, ripeto). Ed ecco la cronaca, molto personale, di quello che è avvenuto per me quel giorno…
(Eh, già, a quanto pare dalla prossima volta avrò una pettinatura diversa! Senza gli spuntoni ai lati, però!)
(Storia vera. Giuro. La mia idiozia è leggendaria. Inoltre, la scelta di censurare la faccia a mio padre è dovuta al fatto che sono incapace di disegnare persone che non sembrino o ventenni o settantenni. Siccome mio padre non è nessuna delle due, lo lascio all’anonimato)
(AUGURI!!! Quest’immagine mi ha fatto sudare non poco. Nonostante tutti i presenti siano venuti uno schifo, mi saoddisfa comunque abbastanza. E’ praticamente la prima volta che faccio qualcosa in così grande stile. Belle cose, eh.)
(Si vede che quando ho disegnato questa avevo ormai la mano a pezzi, eh?)
Ed è finita qui, per oggi.
Vorrei dire due ultime paroline: mi scuso con tutte le persone che, volenti o nolenti, sono state prese e spiaccicate in queste immagini. Specialmente chiedo scusa alle ragazze, perché non ho saputo rendervi giustizia. Eravate tutte più belle di come sono stata in grado di disegnarvi. Specialmente la sposa.
Detto questo, vi avverto che la prossima settimana (e forse anche quella successiva, chissà) non ci sarò, quindi niente post. Se ci riesco pubblico qualcosa per salutare domenica, altrimenti ci vediamo tra qualche settimana.
Buone vacanze!
Lo Scarabocchiando del giovedì #24: In libreria
Oggi lo scarabocchiando non ci doveva essere. Per una settimana non ho avuto assolutamente idee su che cosa fare. Mi è finalmente venuta l’idea poco fa, mentre ero sotto la doccia, ricordandomi una cosa successami qualche giorno fa in libreria. Perciò mi sono messa a disegnare in fretta e furia, prima ancora di asciugarmi i capelli, visto che tra pochissimo devo uscire. E’ venuta una cagata, probabilmente avrò un mal di testa colossale per tutta la giornata, ma ce l’ho fatta!
A voi.
Sì, a quanto pare nella mia mente quando mi incavolo ho sempre i capelli che prendono vita dietro di me.
Davvero troppi cartoni animati.
Alla prossima!
Lo scarabocchiando del giovedì #22: la baubau dei vicini…
Ma dico io, come si permettono a dire certe cose!
Scherzi a parti, essere usata come baubau per il nipote dei vicini è una soddisfazione non da poco. Chissà se riesco a costruirci sopra una carriera!
ps: quelli in cui ci troviamo sono due balconi adiacenti. Sì, sono resi malissimo. usate la fantasia, mica devo fare tutto io, eh! (Scherzo.)
Lo scarabocchiando del giovedì #21: scuse, spiegazioni, nuovo progetto, bozze personaggi
Sì, la scorsa settimana sono sparita senza dire nulla.
E sì, neanche oggi ho una vignetta per voi.
Posso spiegarmi. Davvero.
Ecco, in realtà io oggi volevo disegnare una vignetta. davvero. Solo che ho dedicato lunedì e martedì ad un altro progetto – di cui parlerò tra un attimo – e ieri sono uscita. Oggi, ho scoperto che mio padre è in vacanza. Il tempo che posso dedicare al disegno, quindi, è drasticamente poco. Anzi, diciamo proprio inesistente. Quindi non posso fare nulla.
Sigh.
Fustigatemi pure.
Ora. Parliamo della scorsa settimana.
La realtà è una e semplice: la scorsa settimana sono caduta in una sorta di depressione disegnatrice. No, non perché mi mancano le idee. Ironicamente, non ne ho mai avute così tante – e stupide. Il fatto è che se vedi disegnatori che segui e che adori – e che sono qualcosa come un miliardo di volte più bravi di te – venire criticati atrocemente per delle emerite cavolate, ti fermi un attimo a farti un paio di domande. Del tipo: ma che diamine sto facendo?
E mi sono resa conto che mi sto prendendo in giro, con questa storia del “Disegno ogni giovedì per cercare di migliorarmi”. Diciamocelo chiaro e tondo: sono stronzate. Non credo più minimamente che facendo delle vignette vuote, sterili ed idiote ogni settimana, che mi spronano ben poco a provare qualcosa di nuovo, riuscirò a migliorarmi.
Ecco, quindi, perché la scorsa settimana ho mandato tutto a quel paese.
Non sono ancora uscita da quella fase, ma ora ho le idee giusto un pelo vagamente più chiare.
Ho intenzione di continuare, come e per quanto posso, con gli scarabocchiando (ehm, sì, a partire dalla prossima settimana, ormai, credo), ma nel mentre sto cercando di lavorare a qualcosa di più serio.
Lo dico perché magari più gente lo sa più sono spronata a continuare.
Come con la dieta, no.
Sto lavorando ad una storia più seria. Lunedì e martedì li ho dedicati al buttare giù le bozze di due personaggi. Sono due personaggi nuovi, con uno stile vagamente differente, per una storia che sto cercando di costruire totalmente dentro la mia testa.
Io non so cosa ne uscirà fuori, né se veramente ne uscirà fuori qualcosa di anche solo lontanamente guardabile. Però mi sento molto più stimolata, ora.
Siete dalla mia parte?
La prossima settimana vi metto qualcosa di serio. Mi auguro.
Comunque, a voi gli schizzi (a matita e penna, quindi molto rozzi e molto da rifare e definire, ma servivano per farmi sapere che faccia hanno ‘sti due e come disegnarli bene o male) dei due protagonisti, i cui nomi provvisori sono Alyssa e Dart.
(Ignorate le varie linee nelle gambe e nelle braccia. dovevano essere dei riflessi, ma così, in bianco e nero, fanno veramente cagare. La creatura è ancora indefinita, ma mi piaceva l’idea di accompagnare la protagonista ad uno strano essere alienoide con, probabilmente, qualche potere strano. Le armi sono da definire)
(Ecco, qui ignorate la mano di quand’è di spalle. Passerò un mese a disegnare mani per… prenderci la mano. Ah-ah! Ho fatto la battuta!… Comunque. Su di lui non c’è molto da dire, a parte il fatto che cambierà spesso abiti)
Ecco, e ora… alla prossima. Magari la prossima settimana riuscirò ad inserire qualcosa di più succulento su questo progetto, oltre che uno scarabocchiando migliore!
Lo scarabocchiando del giovedì #20: Viaggio a Roma (parte sesta, settima e ottava)
E ci siamo arrivati! Alla fine delle vignette idiote e scoordinate su questo viaggio, ma anche al mio primo traguardo: venti scarabocchiando! Un traguardo che mi da ancora più soddisfazione se penso che, specialmente ultimamente, ci sono più di una vignetta per scarabocchiando, quindi sono riusicta a disegnare un bel po’!
Lo stile non migliora e continuo a deprimermi incredibilmente quando leggo dei veri fumetti, ma mi sembra di stare diventando più… veloce. Più efficiente, forse. Meglio di niente, no?
Comunque. Le vignette. Con oggi, ripeto, dovremmo finire la serie di Roma e potrò tornare a disperarmi per trovare idee per le prossime vignette. Sempre che non mi viene in mente qualcos’altro da disegnare. E quindi… a voi!
Perché almeno un pokemon deve esserci sempre.
Piccolo indovinello: solo una di queste vignette pur essendo ispirata ad un episodio realmente avvenuto è inventata ed è stata proposta da Marco! Indovinate quale! Difficile, eh?!
Alla prossima.
Pika-pì!
Lo scarabocchiando del giovedì #19: Viaggio a Roma (parte quarta e quinta)
Rieccomi con questa storia del viaggio a Roma. Che bello che per qualche settimana ho qualcosa che mi da le idee per le vignette. Tra un paio di settimane si ritorna alla cara vecchia disperazione da mancanza di idee.
Oggi sono “solamente” due vignette perché questa settimana davvero, ho raggiunto i minimi livelli di voglia di disegnare possibili immaginabili. Anzi che alla fine oggi sono riuscita a fare queste duie vignette, ecco. Che poi non mi fanno neanche troppo schifo. Strano.
Comunque. A voi!
Ovviamente la mia reale reazione non è stata questa, sono rimasta piuttosto mansueta (dopo aver svuotato la valigia di tutte le cose di valore che conteneva ed essermele ficcate in tasca e nella borsa che ho pure tirato fuori). Ma questa è stata la reazione all’interno della mia testa per la successiva ora e mezza… sono rimasta piuttosto incazzata fino a quando non ho visto arrivare la mia valigia sana e salva sul nastro trasportatore, ecco.
Qui, invece, è tutto vero. Il termometro segnava 32 gradi all’ombra e Marco se ne andava in giro con un cavolo di cappotto di pelle! Inorridite con me della sua follia. E ho almeno una mezza dozzina di testimoni che possono testimoniare sulle mie orride bruciature.
Comunque, la prossima settimana se non mi viene in mente altro – e se riesco a fare tutte le vignette che restano e che ho in mente al momento – finiamo qui con questa storia di Roma.
Quindi… alla prossima! Saluts!


















